mercoledì, Aprile 15, 2026

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Grace, imparare a rialzarsi in TILT

Dal 20 febbraio 2026 è disponibile in rotazione radiofonica TILT, il nuovo singolo di Grace. Il brano è inoltre disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 13 febbraio.

TILT è un brano che racconta il momento in cui si entra in burnout fino a scontrarsi con un muro che costringe a trovare la motivazione per rialzarsi e trasformare la fragilità in forza. Un urlo viscerale e autentico. Un pezzo potente, accompagnato da un visual cinematografico che mette in scena lo smarrimento nel percorso verso i propri sogni.

La svolta narrativa è ispirata dai “bambini senza scelta“: la consapevolezza che c’è chi affronta il dolore ogni giorno e continua a resistere. È in quel preciso istante che scatta la reazione (tematica approfondita nell’ultimo brano, Ti Divora). Potete trovare il videoclip del brano nel seguente link.

La formazione artistica di Grace ha radici profonde: inizia a studiare canto pop e moderno all’età di 8 anni, integrando negli anni lo studio della recitazione e della performance nel mondo del musical. Il consolidamento del suo profilo professionale avviene a Milano, dove si laurea in Canto e Musica Pop presso il CPM Music Institute, affinando le proprie doti interpretative e la scrittura autoriale, che conduce spesso accompagnandosi con pianoforte e chitarra.

La proposta musicale di Grace si configura come una narrazione autobiografica e ;senza filtri. Le sue influenze artistiche riflettono un mix eterogeneo che unisce l’anima soul di Amy Winehouse all’energia delle grandi popstar del primo decennio duemila (come Lady Gaga e Katy Perry), fino ad approdare a un cantautorato moderno ispirato a Lauren Spencer Smith e, per quanto riguarda la scena italiana, alla scrittura dei Pinguini Tattici Nucleari.

La sua missione professionale punta a trasformare la musica in un rifugio identitario per
l’ascoltatore, trattando temi universali come la ricerca di casa, l’indipendenza e la costruzione costante del proprio futuro.

TILT racconta il burnout come un punto di rottura: quanto c’è di autobiografico in questo brano e in che momento della tua vita è nato?

Da una scala da 1 a 10 direi un bel 8. TILT” nasce in un momento di grande consapevolezza: in un mondo che ci vuole sempre forti e performanti, ogni tanto bisogna concedersi il lusso di essere fragili. Semplicemente umani.

Nel brano parli di trasformare la fragilità in forza: è un messaggio che senti di aver già interiorizzato o è ancora un percorso in evoluzione?

Sicuramente è un percorso ancora in evoluzione, come tutta la mia vita… ahahah. Ed è proprio questo il bello di essere un’artista: non sentirsi mai davvero risolti.

La canzone introduce i “bambini senza scelta” anche nel testo: perché hai sentito il bisogno di allargare il tuo racconto personale a una dimensione più universale e sociale?

Perché mi sento estremamente privilegiata a poter parlare di sogni oggi. Purtroppo, tantissimi bambini, ragazzi e giovani adulti non hanno questa possibilità. E sentivo il bisogno di dare voce anche a questa realtà.

Il visual del brano è molto cinematografico e simbolico: come nasce l’idea della vasca isolata e quanto partecipi alla costruzione dell’immaginario visivo dei tuoi progetti?

Insieme al mio team crediamo che la parte visiva sia fondamentale quanto quella musicale: sono due mondi che devono dialogare. La vasca, l’acqua, l’annegare… ci è sembrata l’immagine più forte e simbolica per rappresentare il burnout totale.

Hai una formazione che unisce canto, recitazione e musical: in che modo questo background influenza oggi la tua identità artistica sul palco e in studio?

Ti direi soprattutto sull’emotività che riesco a trasmettere quando canto.
La recitazione e la danza sono stati strumenti fondamentali per esprimermi meglio, e ancora oggi sul palco sento di avere qualcosa in più proprio grazie a quel percorso.

Le tue influenze spaziano dal soul al pop internazionale fino al cantautorato italiano: come riesci a fondere questi mondi mantenendo una cifra stilistica riconoscibile e identitaria?

Vivendo. Tutto ciò che scopro e assorbo nel quotidiano finisce nella mia musica. Racconto solo la mia verità… e a quanto pare non è poi così distante da quella di tante altre persone.

Nei tuoi lavori, da “Peggiore Mostro” a “Ti divora”, fino a “TILT”, emerge un filo conduttore legato alla resilienza: è una scelta consapevole o nasce in modo naturale dalla tua scrittura?

È una scelta consapevole, ma anche costruita nel tempo. “Non mi spezzo ma mi piego”: è una frase che mi rappresenta molto e che mi ha portata a diventare la persona che sono oggi.

Parli spesso di musica come “rifugio identitario” per chi ti ascolta: che tipo di connessione cerchi di costruire con il tuo pubblico, soprattutto con la tua generazione?

La musica per me è sempre stata un rifugio sicuro. Il mio sogno è poter diventare lo stesso per qualcun altro: un posto dove sentirsi capiti. Cerco empatia e verità, due cose che, purtroppo, nella mia generazione si stanno un po’ perdendo

E voi cosa ne pensate? Fateci sapere la vostra con un commento e continuate a seguirci su Musicaccia! Grace

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