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Linkin Park – One More Light – Recensione

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Linkin park one more light recensione

One More Light, settimo album in studio per la band statunitense Linkin Park, pubblicato il 19 maggio 2017 dalla Warner Bros Records. Linkin park one more light recensione

Linkin Park  Linkin park one more light recensione

I Linkin Park sono un gruppo musicale statunitense formatosi a Los Angeles nel 1996. Composto da Chester Bennington (voce), Mike Shinoda (voce, tastiera e chitarra), Brad Delson (chitarra), Phoenix (basso), Rob Bourdon (batteria) e Joe Hahn (giradischi, campionatore).

Con oltre 60 milioni di copie dei loro dischi, i Linkin Park hanno contribuito al successo del genere nu metal. Sebbene abbiano proposto una versione più orecchiabile di tale genere e per tale motivo vengono spesso accostati al pop.

Hanno vinto numerosi premi, tra cui due Grammy Award. I loro album sono stati certificati più volte disco d’oro e di platino; l’album d’esordio Hybrid Theory è stato certificato disco di diamante negli Stati Uniti (oltre 10 milioni di copie).

Origine

Nel 1996 Shinoda, Bourdon e Delson formarono gli Xero. Gli Xero cominciarono la loro attività musicale con registrazioni nella camera da letto di Shinoda. All’università Delson divenne amico del bassista Phoenix. Esso faceva già parte dei Tasty Snax insieme a Mark Fiore, futuro curatore della videografia dei Linkin Park. All’Art Center College of Design di Pasadena, Shinoda incontrò Joe Hahn. Linkin park one more light recensione

Phoenix e Hahn entrarono in seguito negli Xero e a loro si unì il primo cantante, Mark Wakefield. Insieme registrarono nel 1997 un demo omonimo con i brani Rhinestone, Reading My Eyes, Fuse e Stick n Move. Non fu molto stimato dalle case discografiche e per questo non firmarono alcun contratto.

A causa di questo, nel 1998 Wakefield e Phoenix lasciarono il gruppo. Il primo divenne manager dei Taproot mentre il secondo ritornò nei Tasty Snax, i quali cambiarono nome in The Snax.

Shinoda decise di aprire le audizioni per cercare un sostituto di Wakefield. Nel frattempo Delson contattò per i suoi studi di comunicazione un rappresentante della Warner Bros. Records, Jeff Blue. Quest’ultimo consigliò ai due di reclutare Chester Bennington, cantante del gruppo grunge Grey Daze tra il 1993 e il 1997.

Blue contattò Bennington inviandogli il demo degli Xero e la corrispettiva versione strumentale affinché registrasse le proprie parti vocali. Bennington entrò nel gruppo, che cambiò nome in Hybrid Theory. Linkin park one more light recensione

Delson decise di chiamare come bassista temporaneo un suo vecchio amico, Kyle Christener. Completata così la formazione, gli Hybrid Theory realizzarono nel 1999 un EP omonimo. Distribuito dalla Mix Media Entertainment in sole mille copie. Poco dopo al basso arrivò Scott Koziol, apparso nel video di One Step Closer. Nello stesso anno vi furono anche i primi concerti del gruppo; il primo dei quali svoltosi al Whisky a Go Go di Los Angeles.

La nascita di un fenomeno

Grazie a Jeff Blue e al loro primo EP, il gruppo firmò per la Warner Bros Records. Furono nuovamente costretti a cambiare nome. Dopo varie proposte, Bennington suggerì il nome Lincoln Park, da una zona di Santa Monica dove passava in auto durante le registrazioni del primo album.

Il cantante pensò che esistessero tante Lincoln Park e pertanto dovunque avessero suonato sarebbero diventati un gruppo locale. Per pochi mesi utilizzarono il nome Lincoln Park; quando decisero di registrare un proprio dominio Internet, scoprirono che “lincolnpark.com” era già esistente. Poiché non potevano permettersi di acquistarlo, ne accorciarono la grafia da Lincoln a Linkin e comprarono così il dominio linkinpark.com.

One more light

Nel novembre del 2015 Chester Bennington ha deciso di abbandonare gli Stone Temple Pilots per dedicarsi interamente ai Linkin Park.

Nel gennaio 2016 Mike Shinoda, durante un’intervista rilasciata a Rolling Stone, ha rivelato che il gruppo stava lavorando al settimo album. Tre mesi più tardi lo stesso ha spiegato di aver creato brani più «personali e rivelatori» insieme ai restanti componenti dei Linkin Park. Linkin park one more light recensione

Il 2 settembre 2016 Bennington ha pubblicato un aggiornamento sul canale YouTube del gruppo dichiarandosi «orgoglioso» del materiale fino ad ora composto, giudicato «fantastico» dal cantante. In un’intervista di dicembre 2016, Bennington ha rivelato che il gruppo era entrato nella fase di missaggio e che i brani sono stati scritti insieme a vari collaboratori. Linkin park one more light recensione

Nel febbraio 2017 i Linkin Park hanno annunciato la pubblicazione del singolo Heavy; realizzato in collaborazione con la cantante statunitense Kiiara e uscito il 16 dello stesso mese. Con la pubblicazione del singolo, hanno annunciato anche il settimo album One More Light, composto da dieci brani e previsto per il 19 maggio.

Il 17 marzo il gruppo ha reso disponibile un lyric video per il brano Battle Symphony; il 13 aprile è uscito quello per il singolo Good Goodbye, con la partecipazione vocale dei rapper Pusha T e Stormzy. Good Goodbye è stato promosso anche da un videoclip, diretto da Isaac Rentz e pubblicato il 5 maggio.

Un quarto brano, Invisible, è stato trasmesso in anteprima radiofonica il 10 maggio nel programma Beats 1, condotto da Zane Lowe, per poi essere accompagnato da un lyric video diretto da Jose Lun Linkin park one more light recensione

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Recensione Linkin park one more light recensione

Che dire… non sono i Linkin Park a cui siamo abituati. É vero che ci troviamo dinanzi ad un gruppo eclettico; negli anni hanno spiazzato il pubblico proponendo rap, electro, rock con buoni risultati. Con questo nuovo disco hanno provato ad eliminare le tracce del loro nu metal a favore del solo pop.  Linkin park one more light recensione

Le chitarre e il rock (più o meno duro) sono un ricordo. Si gioca esclusivamente su un terreno pop ma di alto profilo. Tinte electro, EDM, rap, grime e hip-hop, synth e melodie ariose radio-friendly. Sicuramente un bell’azzardo. Un tentativo ben riuscito, risultano praticamente irriconoscibili, ma questo cambio di direzione sarà accettato dai fan?

Da apprezzare il tentativo di cambiamento e da premiare il coraggio, ma a mio parere sembrano aver perso smalto con questo disco. Musicalità pop ma niente di coinvolgente, nè a livello emotivo nè a livello musicale. Musica da sottofondo da ascoltare senza troppa attenzione, a tratti ripetitiva.  Linkin park one more light recensione

Probabilmente per sfornare un disco pop all’altezza delle ambizioni ci vorrà ancora un po’.

Intanto beccatevi la playlist

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