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Placebo, 20 anni di carriera in un mix di emozione ed energia – Taormina LiveReport

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In occasione del primo giorno dell’estate i Placebo hanno deciso di festeggiare i loro vent’anni di carriera a Taormina. Ieri non si è svolto solo un concerto bensì un evento unico, una di quelle esperienze che si portano per sempre nel cuore.

I Placebo sono approdati al teatro greco Taormina, una location che non delude mai e solo chi ha visto coi propri occhi la sua bellezza può capire cosa significa.

L’evento è stato organizzato da Musica da bere di Carmelo Costa.

Quella di ieri è stata l’unica tappa nel sud Italia di questo tour che prevede ancora altre due date italiane a Firenze e Barolo.

La band britannica ha deciso di festeggiare così al Teatro antico i suoi vent’anni di attività attraverso il tour “20 years of Placebo”.

Eh già, sembra passato poco tempo ma in realtà sono passati due decenni da quando, nel 1996, Brian Molko e Stefan Olsdal pubblicarono Virgin, sotto la protezione del David Bowie.

L’ album di debutto destinato a cambiare per sempre la vita di questi giovani ragazzi che si sono conosciuti grazie ad un incontro casuale in metro.

L’apertura dei cancelli

L’organizzazione del concerto sembra funzionare fin da subito poiché l’apertura dei cancelli è stata puntuale alle 19:30, momento in cui, la folla, in trepidante attesa nella storica salita che precede l’ingresso al teatro, inizia le corse per accaparrarsi i posti migliori nei gradoni non numerati.

Rispetto ad altri concerti organizzati nella stessa location ho avuto l’impressione che i controlli siano stati un punto più rigidi del solito, probabilmente conseguenza dei recenti fatti di Manchester.

Recensione Placebo concerto Taormina

Si accendono le luci

Alle 21:45 spaccate iniziano quei segnali che indicano che il concerto sta per iniziare e inevitabilmente iniziano le urla e gli applausi.

Il pubblico viene scaldato dal brano strumentale “Ion”. Passano pochi minuti e all’improvviso iniziano ad uscire i musicisti, poi Stefan e infine Brian e da questo momento in poi il delirio.

L’inizio del concerto è esplosivo con Pure Morning, un loro classico che ha fatto gasare tutti fin dall’inizio. Il concerto procede spedito senza interruzioni, ad ogni fine pezzo corrispondeva un cambio strumento di Stefan e Brian.

La band si presenta subito bella carica e Molko, dopo qualche parola pronunciate con un tenerissimo italiano “Ciao Taormina, come va?” , invita il pubblico a guardarsi intorno per osservare la magnifica location e ad alzarsi per ballare le successive “Because if you can’t dance, we stand down”.

Poche parole da parte loro ma tanta tanta bella musica che si è divisa tra momenti carichi di emozione e attimi di puro delirio, un mix che ha funzionato alla grande poiché è coerente con il loro stile poliedrico e variegato.

I 26 brani che la band ha deciso di inserire in scaletta sono stati un mix perfetto, un viaggio che ci ha portato indietro nel tempo con i brani iconici della fine degli anni ’90 dei classici come “For What It’s Worth”, “Special K”, “Song To Say Goodbye”, e i loro brani di esordio “Nancy Boy” o “Teenage Angst”  Ovviamente però non sono mancati i pezzi dei loro lavori decisamente più recenti.

Spegnete i cellulari!

Sicuramente a nessuno dei presenti è sfuggito il simpatico siparietto tra Brian e una ragazza della prima fila.

Il cantante, dopo aver eseguito diversi pezzi, ha notato che la ragazza in questione ha passato tutto il tempo incollata al suo smartphone per catturare ogni secondo del concerto con la fotocamera.

Per questo motivo alla fine di un pezzo Molko ha richiamato la sua attenzione e poi le ha detto:” Tu che hai comprato il biglietto per essere qui, devi stare tutto il tempo al telefono?”.

Ormai si sa che da anni la magica aura dei concerti è stata intaccata dalle fastidiosissime lucine dei cellulari, ma sentirlo dire dalla band che suona è stata una soddisfazione personale.

La conclusione

Dopo due ore di perfomance esplosiva  e due encore, la band ha deciso di chiudere lo spettacolo con l’intramontabile  “Running Up That Hill”, una cover di Kate Bush. Dopo l’esecuzione di quest’ultimo brano Brian resta ancora pochi istanti sul palco per modulare le frequenze dei sintetizzatori.

Un concerto perfetto senza sbavature, chiudendo gli occhi sembrava di sentirli nelle cuffie talmente era tutto perfettamente sincronizzato. Un’esecuzione all’altezza delle aspettative che non ha sicuramente deluso nessuno. Le capacità vocali e le interpretazioni di Molko dal vivo sono da brividi, emozione pura.

Se siete ancora indecisi sull’acquisto dei biglietti per le prossime date, vi do un consiglio, non pensateci ancora e accaparratevi i biglietti finché siete in tempo.

 

Scaletta:

Ion (Intro)
Pure Morning
Loud Like Love
Jesus’ Son
Soulmates
Special Needs
Lazarus
Too Many Friends
Twenty Years
I Know
Devil in the Details
Space Monkey
Exit Wounds
Protect Me from What I Want
Without You I’m Nothing(David Bowie tribute)
36 Degrees
Lady of the Flowers
For What It’s Worth
Slave to the Wage
Special K
Song to Say Goodbye
The Bitter End

 Encore:

 Teenage Angst
Nancy Boy
Infra-red

 Encore 2:

Running Up That Hill (A Deal with God) (Kate Bush cover)

 

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