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Frego: “per me la musica è parte integrante della mia vita…”

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“Sono Alessandro ma la gente mi chiama FregoHo 23 anni e mi sono laureato in grafica pubblicitaria a Venezia, esperienza che ha profondamente influenzato la mia scrittura negli ultimi anni. intervista frego musicaccia

La musica è parte integrante della mia vita e le dedico praticamente il 100% delle mie attenzioni; anche quando non scrivo o non produco faccio musica”.

 

Abbiamo conosciuto Alessandro, un giovane e talentuoso cantante pieno di sogni, speranze e una sola grande passione: LA MUSICA. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con lui per conoscerlo meglio e per poter capire bene cosa si nasconde dietro la sua arte.

intervista frego musicaccia

Quando hai capito che la musica sarebbe stata parte integrante della tua vita?

Ho capito che la musica sarebbe stata la mia vita nel momento esatto in cui per la prima volta ho fatto un live tutto mio.

La scarica di adrenalina, la felicità e la soddisfazione nel ricevere complimenti da sconosciuti che semplicemente si sono soffermati ad ascoltare le mie parole è stata la scintilla più forte.

La mia identità musicale è nata lentamente ed è costantemente in evoluzione. Cerco sempre di dare il mio tratto distintivo in ogni pezzo, sia nel testo che nella realizzazione della base musicale.

intervista frego musicaccia

Perchè hai scelto questo nome?

Il mio nome d’arte, come spesso accade mi è quasi piovuto dal cielo, Frego è un’abbreviazione di “tutto fregato” aggettivo che mi hanno dato i miei compagni di classe delle superiori dato che ero conosciuto come uno a cui non importa un po’ di nulla, che si lascia scivolare addosso qualsiasi cosa, che non si cura del giudizio degli altri.

Ho scelto di mantenere Frego anche per il suo significato gergale italiano, un “frego” è un segno lasciato su un foglio con una matita o un pennarello, non potevo sperare in un significato migliore.

Perché hai deciso di fare musica?

Fare musica non è stata una scelta, è stato un evento naturale della mia vita. Ho cominciato a scrivere da bambino e la forma in cui scrivevo era principalmente la poesia.

Fare musica è qualcosa che ti riempie la vita: le giornate, le nottate, la mente, il cuore, riempie ogni singolo angolino della tua vita e ti lascia spazio per poco altro.

La scrittura è la parte più semplice perchè per me è un fiume in piena, una valanga che viene giù forte ed inesorabile. Il difficile arriva quando tutto questo marasma di parole, versi e emozioni deve essere ordinato nella fredda rigidezza delle metriche e messo in sintonia con la musica.

Quanti sacrifici e che tipo di lavoro sta dietro a quello che fai?

Ore ed ore passate in studio col produttore, altrettante a registrare, cambiare, aggiustare “maniacalmente” che ogni verso sia esattamente come lo voglio, è come fare una torta, quando la assaggi sai che nessuno potrà dirti che è fatta male, poi i gusti son gusti.

Ogni sacrificio, comunque, è bellissimo farlo perchè il risultato è arte, la mia arte.

intervista frego musicaccia

Cosa sogni per il tuo futuro d’artista?

Il futuro, in generale, mi ha sempre spaventato. 

La musica è probabilmente l’unica cosa che mi fa guardare al futuro e mi riempie di carica, speranze, voglia di fare e di migliorare, di imparare e conquistare.

Non mi faccio troppi viaggi, sarò sincero, per il mio futuro vedo solo tanta fatica, per arrivare passo dopo passo ad ogni mio piccolo obbiettivo.

Parlaci del tuo ultimo lavoro

Il mio ultimo lavoro si chiama Incompiuto.

Incompiuto è nata una notte che pioveva fortissimo, a Venezia dove vivevo si erano rotti i riscaldamenti e in una delle serate più classiche serate da universitario fuorisede stavo “cazzeggiando” sull’internet quando all’improvviso un’illuminazione.

Vedo una foto postata da una pagina d’arte che ritrae un uomo in piedi su una scala mobile posta in mezzo ad un’enorme prato, e basta.

Quella foto mi ha fatto riflettere su quanto spesso nelle nostre vite lasciamo cose a metà (relazioni, discorsi, opere d’arte etc..).

Da quando mi si è materializzato in mente questo concetto è stato un fiume e come in un flashback mi è comparso in mente lo storyboard della storia che volevo raccontare, un amore lasciato a metà.

Ho scritto le mie strofe ma non riuscivo capire cosa mancasse per coronare tutto questo e la ciliegina sulla torta che cercavo è arrivata quando Fosca è entrata nel progetto.

Il suo ritornello era ciò che nella mia mente poteva rendere al meglio quello che volevo esprimere.

Adesso il pezzo è online e sono davvero felice del suo andamento, felice che chi lo ascolta non solo lo apprezza ma lo sente proprio e ogni volta che succede sono riuscito nel mio obbiettivo: emozionare gli altri come mi emoziono io.

 

 intervista frego musicaccia

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