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Manchester, un altro attacco alla nostra libertà

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Come avrete letto un po’ ovunque ieri Alle 22.30 (ora locale) di lunedì un’esplosione è avvenuta a Manchester, nell’Arena in cui si erano appena spente le luci del concerto di Ariana Grande,  la 23enne idolo dei teenager.

Al momento il bilancio dell’esplosione è di 22 morti e più di 59 feriti.

La polizia britannica ha spiegato che il terribile attacco è opera di un kamikaze, che ha utilizzato un ordigno rudimentale assemblato in casa.

L’Isis stamattina ha rivendicato l’attacco con un comunicato diffuso dall’agenzia di propaganda Amaq. «Uno dei nostri soldati del Califfato è riuscito a piazzare un dispositivo esplosivo all’interno di un raduno dei Crociati nella città di Manchester», si legge nel comunicato.

Le vittime

Ariana Grande è una cantante seguitissima dalle nuove generazioni e infatti grandissima parte del pubblico che ha assistito al concerto aveva un età compresa tra i 7 e 20 anni.

La maggior parte dei corpi rimasti senza vita non è ancora stata identificata, per ora conosciamo solo i nomi e volti di  Georgina 18 anni e della piccola Saffie Rose una giovanissima vita spezzata a soli 8 anni.

Attacco terroristico concerto Manchester

Il simbolo dell’attentato diventato virale sui social.

I messaggi di cordoglio

Come sta avvenendo per ogni tragico attacco terroristico i social si sono ovviamente riempiti di messaggi di cordoglio provenienti da tutto il mondo.

E tanti altri…

 

Tra tutti spicca sicuramente quello di Ariana Grande stravolta dall’ evento che ha colpito il suo concerto e ucciso i suoi fans.

 

Attacco terroristico concerto Manchester

Giovani vite spezzate e l’attacco alla libertà

Il dramma accaduto ieri è il tredicesimo attentato terroristico compiuto in Europa a partire dal 2015, quando due uomini entrarono nella redazione parigina del settimanale satirico Charlie Hebdo e uccisero 12 persone.

L’epilogo del concerto di ieri sera non è il primo attentato che travolge giovani vite innocenti la cui unica colpa è quella di aver sbagliato momento in cui divertirsi ed essere spensierati.

Perché è questo che un giovane dovrebbe essere libero di fare: divertirsi, che sia un concerto, un evento in un locale o una passeggiata in piazza.

Sembra stupido e inutile dire ogni volta le stesse quattro parole di circostanza, parole che durano un soffio, il tempo in cui l’attenzione mediatica è tutta puntata sul drammatico evento.

E poi boom, cade il silenzio.

O almeno, cade fino alla successiva strage. A cosa servono le preghiere e i messaggi su Twitter se nel concreto chi potrebbe fare qualcosa resta guardare?

Quante altre vite innocenti dovranno essere spezzate prima che qualcuno metta un punto a questa guerra che fa rumore solo nel momento in cui avviene uno scoppio?

Che cosa sta succedendo alla nostra liberà di esseri umani che tanto abbiamo difeso in passato?

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