Home News Ufficiali le cause della morte di Chris Cornell, un altro suicidio nel...

Ufficiali le cause della morte di Chris Cornell, un altro suicidio nel mondo del grunge

1732
0
CONDIVIDI
Cause ufficiali morte Chris Cornell

Il mondo del rock purtroppo piange a causa di una perdita immensa in seguito all’inaspettata morte di Chris Cornell lo storico frontman dei Soundgarden e Audioslave scomparso a soli 52 anni.

Per gli appassionati della buona musica è sicuramente un lutto poiché era una delle belle voci rimaste in circolazione. La musica di qualità sta lentamente morendo.

Le cause

La triste notizia è stata diffusa dal suo agente Brian Bumbery in seguito all’annuncio presso la agenzia americana Associated Press. È stato trovato senza vita nell’MGM Grand Casino Hotel a Detroit.

Purtroppo non è stato un evento imprevedibile causato da un male improvviso come si era pensato in un primo momento.In seguito all’imminente autopsia è stata purtroppo confermata l’ipotesi del suicidio.

Ciò che sicuramente impressiona di più è il concerto al Fox Theatre di Detroit tenutosi poche ore prima della morte.

Il cantante era infatti nel pieno di un tour con i Soundgarden, da poco riuniti.

La famiglia ovviamente distrutta dall’accaduto ha subito dichiarato: “collaboreremo a stretto contatto con le autorità mediche per stabilire le cause del decesso”

Cause ufficiali morte Chris Cornell

La carriera

Chris Cornell è stato talmente rilevante nel mondo del rock che sarebbe praticamente impossibile ripercorrere tutte le tappe della sua carriera.

Un periodo che ci aiuta a comprendere la sua personalità è sicuramente quello che va dall’infanzia all’adolescenza, anni travagliati durante la quale ha sofferto di lunghi periodi di depressione, dovuti alla difficile situazione familiare che ha vissuto a causa del divorzio dei genitori.

In seguito a questa vicenda prende il cognome della madre, Karen Cornell, abbandonando quello del padre Ed Boyle.

Negli anni dell’adolescenza si avvicina alla musica iniziando a suonare la batteria e in un secondo momento, dopo essere diventato il cantante solista dei Soundgarden, anche la chitarra.

Ruolo che gli ha permesso di essere conosciuto a livello mondiale riuscendo a diventare una delle principali band della scena grunge.

Dopo lo scioglimento dei Soundgarden nel 1997, Cornell si dedica al suo primo album vestendo i panni da solista riuscendo anche da solo a conquistare i cuori dei suoi fans pubblicando Euphoria Morning nel 1999.

Successivamente prende parte ad alcuni progetti minori, fino a unirsi nel 2001 agli strumentisti dei Rage Against the Machine rimasti da poco orfani del cantante Zack De La Rocha.

Cause ufficiali morte Chris Cornell

Da quest’ultima vicenda è nata l’idea di dar vita a una nuova band: nacquero così gli Audioslave. Anche in questo nuovo contesto Cornell ebbe grandi successi e pubblicando tre album: Audioslave (2002), Out of Exile (2003) e Revelations (2006).

 

La vita privata

Chris Cornell ha avuto tre figli: la prima, Lillian Jean Cornell, avuta dalla prima moglie Susan Silver. Con la seconda moglie Vicky Karayiannis ha avuto una figlia, Toni (2004) e un figlio, Christopher Nicholas.

La maledizione del grunge

Durante gli anni ’80, a Seattle, inizia a circolare il termine grunge. Uno stile musicale poco chiaro composto da codici e regole, una sorta di rock alternativo difficile da definire.

Rilegare il grunge solo alla sfera musicale è un errore, è molto di più. È una vera e propria manifestazione culturale che esterna tutta l’anima di una persona.

Cause ufficiali morte Chris Cornell

Le note e gli accordi tradizionali vengono continuamente riarrangiati seguendo uno stile libero e ribelle, depresso e pessimista. Una vera e propria violenza morale al limite dell’autodistruzione.

Con gli anni abbiamo purtroppo imparato a capire che il grunge viaggia di pari passo con una pulsione suicida, che per questi artisti rappresenta l’unica cosa veramente concreta, l’elemento in grado di rendere nobile la loro non-vita.

Cobain si è sparato a 27 anni, Staley overdose di eroina a 35, Wood anche lui 35enne sempre per overdose, Weiland overdose di cocaina, etanolo e Mda a 48 anni e ieri, per finire, il triste epilogo di Cornell.

Ieri non se n’è andato un semplice cantante bensì un vero e proprio pezzo di storia della musica.

Un tragico destino che accomuna tanti artisti i quali nonostante la loro vita fatta di successi non riescono a trovare il loro posto nel mondo.

Non sapremo mai il perché di un folle gesto come questo. Chris nei suoi ultimi giorni di vita non aveva dato nessun segno di squilibrio: il suo tour procedeva alla grande, i suoi ultimi post sui social e i comportamenti dichiarati dalla sua famiglia non davano nessun sospetto.

L’unica cosa che può consolarci è il bene che i loro lavori hanno fatto la musica, un patrimonio che non potrà morire mai.

LASCIA UN COMMENTO