Home Classifiche Le 13 canzoni che hanno lasciato il segno nella musica italiana

Le 13 canzoni che hanno lasciato il segno nella musica italiana

1931
0
CONDIVIDI
canzoni italiane immortali

Italiani popolo spaghetti pizza e mandolino: non è un luogo comune se ci riflettete, a noi italiani piace il buon cibo e la bella musica, intendiamo quella seria che va oltre la bella melodia. Parole significative che si separano dalle note per diventare vere e proprie poesie. Questa, insieme al cibo, è una tradizione tutta italiana.canzoni italiane immortali canzoni italiane immortali 

Il cantautorato italiano ha una storia decennale che ci accompagna ancora oggi con le nuove generazioni. Con questa classifica abbiamo voluto fare un tuffo nel passato immaginando quale sarebbe stata la classifica di Itunes qualche anno fa, perché dai 45 giri ai download e Spotify ne è passata di acqua sotto i ponti, ma nonostante il tempo, certe canzoni sono comunque rimaste impresse nella storia della musica.

Roba vecchia o sempre attuale?

Molti troveranno questi titoli banali o obsoleti, ma pensate davvero che le nuove generazioni conoscano questi cantautori? Conoscere e sapere quali sono le radici della musica passata è il miglior modo per capire quella del presente.

La maggior parte dei cantanti d’oggi probabilmente non esisterebbe se non si fossero ispirati a quelli dei decenni scorsi. Per non parlare delle cover, tutte le 13 canzoni elencate qui sotto sono state riproposte almeno una volta da altri artisti.

Quali i sono quindi i pezzi più celebri che tutti dovremmo conoscere perché appartengono alla nostra storia? Quelli che per un motivo o per un altro hanno cambiato il modo di interpretazione della musica italiana.  Sceglierne 13 non è stato facile ma proviamo a spiegarvelo noi.

13. Azzurro
Testo di Vito Pallavicini, musica Paolo Conte e Michele Virano.

Inserito nell’album omonimo Azzurro/Una carezza in un pugno, entrambi pubblicati nel maggio 1968 dalla casa discografica di proprietà di Adriano Celentano.

La canzone è entrata subito nell’immaginario collettivo degli italiani, nonostante non appartenesse al genere tradizionale e melodico, questo pezzo è diventata la canzone più famosa all’estero, superando Volare e ‘O sole mio.

12. Je so pazzo

Autore: Pino Daniele

Tratto dall’album Pino Daniele, fu pubblicato come singolo nel maggio del 1979. Lanciato al Festivalbar, riscosse un’immediata popolarità e di seguito anche l’album.

Con il successo ottenuto iniziò a farsi strada un nuovo genere musicale che lo stesso Daniele ha definito Taramblù, cioè un mix tra tarantella, blues e rumba.

11. Caruso

Autore: Lucio Dalla

Incisa nel 1986. Presentata per la prima volta alla Rassegna San Martino Arte di San Martino Valle Caudina, è tratta dall’album live DallAmeriCaruso e ha raggiunto la seconda posizione in classifica per due settimane.

Il pezzo è stato scritto in seguito a un soggiorno in un albergo di Sorrento, proprio nella stanza che anni prima aveva ospitato il tenore Enrico Caruso, poco prima della morte.

Qui i proprietari dell’albergo gli raccontarono degli ultimi giorni della vita del tenore e della sua passione per una giovane a cui dava lezioni di canto. Riproposta da decine di artisti anche se la versione di Dalla resterà la più intensa.

10. Destra Sinistra

Autore: Giorgio Gaber

Pubblicata nel 1994, nell’album dal vivo E pensare che c’era il pensiero riproposta in versione registrata in studio nell’album La mia generazione ha perso.

Una canzone sempre al passo coi tempi che vuol mettere ironicamente in risalto le presunte differenze tra destra e sinistra politiche.

Un’ analisi di come le due fazioni con il tempo abbiano perso i propri ideali fino a diventare quasi la medesima cosa e la differenza stia solo in determinati atteggiamenti e modi di fare.

9. Almeno tu nell’universo

Artista: Mia Martina

Autore: Bruno Lauzi (testo), Maurizio Fabrizio (musica)

Scritta nel 1972 ma depositata nel 1979, rimase inedito a lungo, in quanto Lauzi desiderava che a cantarlo per primo fosse proprio Mimì.

Nel 1989, quando si diffuse la tematica della ricerca di un punto di riferimento la canzone fu ripescata e incisa da Mia Martini, che la presentò al Festival di Sanremo di quell’anno, ottenendo il Premio della Critica e una gran quantità di apprezzamenti da parte del pubblico.

La canzone è degna di restare negli annali della musica italiana perché ha segnato il ritorno in auge di Mia Martini, dopo quel turbolento periodo di ostracismo nei suoi confronti, che senza dubbio è una delle migliori interpreti di sempre.

8. Se telefonando

Artista: Mina

Autore: Ghigo De Chiara e Maurizio Costanzo per il testo e Ennio Morricone.

Mina presenta il brano per la prima volta in televisione durante la sedicesima puntata di Studio Uno del 28 maggio 1966. Tra il 1966 e il 1967 il singolo raggiunge la 14ª posizione nella classifica delle vendite settimanali.

7. La Cura

Artista: Franco Battiato

Scritta in collaborazione con il filosofo Manlio Sgalambro. È uscita per la prima volta con l’album di Battiato L’imboscata nel 1996.

Il brano si rivolge ad una persona amata con evocazioni ed esortazioni alla guarigione facendo leva sul potere assolutamente terapeutico della musica e delle parole, ricorrendo a suggestioni filosofiche e esotiche.

6. Il cielo in una stanza

Artista: Gino Paoli

Il cielo in una stanza è un brano musicale composto dal cantautore Gino Paoli, pubblicato la prima volta per l’interpretazione di Mina nel 45 giri Il cielo in una stanza/La notte e nell’album omonimo.

Nello stesso anno, fu pubblicato anche dal suo autore sul singolo Il cielo in una stanza/Però ti voglio bene. Mina, all’inizio poco convinta, decise di registrarla solo dopo averla sentita eseguita al pianoforte dallo stesso Paoli.

5. La donna cannone

Artista: Francesco De Gregori

Pubblicato nel 1983. Il brano è conosciutissimo, ma non tutti sanno che in realtà la donna cannone è ispirata da un articolo di cronaca intitolato La donna cannone molla tutti e se ne va.

L’articolo raccontava la crisi di un circo ormai orfano del suo numero di maggior successo, dato che il protagonista era fuggito per inseguire un suo grande amore. Un evento del tutto nuovo considerando che a quell’epoca “le regole del circo” avevano molte restrizioni non permettevano eventi di questo tipo.

4. Ma il cielo è sempre più blu

Artista: Rino Gaetano

Pubblicata nell’estate 1975. Il testo si basa su parallelismi che esprimono le contraddizioni della società (economiche, sociali ecc). In mezzo a tutte queste disuguaglianze però abbiamo la fortuna di avere tutti lo stesso cielo e lo condividiamo nonostante tutto.

3. Ciao amore ciao

Artista: Luigi Tenco

La canzone è purtroppo è nota per essere indissolubilmente legata al suicidio di Tenco, avvenuto a Sanremo il 27 gennaio 1967 subito dopo l’esclusione del brano stesso dalla finale del Festival. Esattamente quattro anni dopo nel 1971, il brano venne cantato da Dalida a Canzonissima.

Il testo parla di una persona che, stanca della vita di campagna e del lavoro nei campi, è decisa a prendere tutto e partire per la città, per cercare nuove opportunità professionali ed inseguire nuovi sogni: per fare questo, però è costretto a lasciare la persona amata che non lo seguirà.

2. Bocca di rosa

Artista: Fabrizio De Andrè

Autore: Fabrizio De Andrè e Gian Piero Reverberi

È entrata nell’immaginario collettivo italiano, tanto che l’espressione “bocca di rosa” è entrata nel linguaggio comune, anche se erroneamente rispetto al testo della canzone, in senso metaforico si riferisce a una prostituta.

Infatti la storia di bocca di rosa narra  la vicenda di una forestiera, soprannominata appunto Bocca di rosa, che, arrivata nel “paesino di Sant’Ilario”, con il suo comportamento passionale e libertino, ne sconvolge la quiete.

1. La canzone del sole

Artista: Lucio Battisti

Pubblicato nel novembre 1971, è il brano più famoso di Battisti, colonna sonora di tante serate con gli amici, insomma chi è che non ha mai avuto un amico/a che ha provato a strimpellare gli accordi di questa canzone?

Mogol ha spiegato che l’ispirazione per il testo del brano arrivò ripensando ad una vacanza estiva trascorsa da bambino a Silvi Marina, dove conobbe un’amica chiamata “Titty”.

Nel testo della canzone si immagina un incontro tra i due a distanza di anni: si mette in evidenza il cambiamento fisico e psicologico contrastando l’innocenza che caratterizzava i loro incontri da bambini con i sentimenti più adulti.

 

N.B. Questa non è una classifica che segue un ordine qualitativo dei brani, è una carrellata di alcuni dei brani più conosciuti a partire dai primi anni ’60.

Per tutte le altre classifiche continuate a seguire Musicaccia

LASCIA UN COMMENTO