La situazioneCoronavirus concerti annullati 

Non è soltanto l’Italia ad avere a che fare con il Coronavirus, e questo lo stiamo vedendo di giorno in giorno. L’industria dell’intrattenimento italiano (e tutti gli altri settori) hanno subito un consistente rallentamento che a portato a non pochi disagi. Centinaia di concerti annullati e tappe rinviate per questo 2020 da dimenticare, sopratutto per le piccole imprese. Sicuramente l’impatto negativo non è stato dovuto soltanto dall’improvvisa epidemia virale, c’era ancora prima e c’è sempre stato, ma questo fa anche pensare riguardo l’autonomia del nostro paese: può succedere la minima situazione che subito cadiamo giù inesorabilmente. Tragedie a parte non siamo gli unici a vivere la sofferenza del calo negativo di mercato, ma anche altri paesi.Coronavirus concerti annullati 

Preoccupazione globale?

Sono molti i paesi dove i timori per il contagio da Covid-19 ha costretto promoter e impresari a sospendere pro tempore le attività dei propri artisti.

Prevedibilmente, oltre al nostro Paese – terzo, a livello mondiale, per casi di infezione ufficialmente registrati dopo Cina e Corea del Sud – le zone dove si stanno verificando le maggiori criticità sono quelle dell’estremo oriente: onde evitare pericolosi assembramenti – e, verosimilmente, per evitare. pericoli ad artisti e staff – diverse realtà di primissimo piano stanno rimandando gli eventi programmati in Asia nelle prossime settimane.

Niente live tour per i Green Day

I Green Day, per esempio, pronti a portare sui palchi asiatici a partire dal prossimo mese di marzo il loro Hella Mega Tour – che farà tappa anche in Italia i prossimi 10 e 11 giugno rispettivamente. a Milano e Firenze – hanno comunicato nelle ultime ore il rinvio a data da destinarsi degli appuntamenti con le platee tailandesi, cinesi, coreane e giapponesi:

“Sfortunatamente abbiamo preso la difficile decisione di rimandare i nostri prossimi concerti in Asia a causa delle preoccupazioni generate dal Coronavirus”, si legge in un messaggio postato dal management della band sui canali social ufficiali del gruppo: “Lo sappiamo, fa schifo. Non vediamo l’ora di rivedervi tutti: tenete i vostri biglietti, annunceremo molto presto le nuove date”.

Coronavirus concerti annullati

La band guidata da Billie Joe Armstrong non è l’unica ad aver modificato i propri. piani dal vivo a causa dell’emergenza sanitaria: gli alfieri del k-pop BTS hanno fatto sapere di aver cancellato una residency presso lo stadio olimpico di Seul – originariamente prevista per. i prossimi 11, 12, 18 e 19 aprile proprio a causa dei timori per la diffusione del Covid-19:

“E’ stato inevitabile cancellare gli show senza ulteriori indugi”, ha spiegato lo staff della formazione. “Vi preghiamo di comprendere questa decisione, presa dopo. un’attenta e approfondita riflessione”.

Per il tour di “Love Yourself” gli appuntamenti nella capitale sudcoreana avrebbero rappresentato l’apertura del tour in supporto all’ultima. fatica in studio “Map of the Soul: 7”, uscito lo scorso 21 febbraio, che – a questo punto – debutterà dal vivo il prossimo 25 aprile in California, a Santa Ana, prima tappa prevista dopo la prima sortita in madrepatria.

Situazione in California

Non che la California, dove al momento si conta complessivamente. non più di una dozzina. di casi, sia esente dai dimori di diffusione del contagio ai concerti: il Korea Times Music Festival, evento dedicato proprio al K-pop programmato per il prossimo 25 aprile all’Hollywood Bowl di Los Angeles, è stato rinviato.

Gli organizzatori della maratona musicale, alla quale erano attese le MOMOLAND, oltre all’ex elemento delle Wanna One Ha Sungwoon e la rock band No Brain, hanno informato i fan di tenere i tagliandi già emessi in prevendita, offrendo comunque l’opzione del rimborso. La stessa sorte, in questi giorni, è toccata a un altro festival dedicato alla scena asiatica in programma in California nei prossimi giorni, l’Overpass Music, che avrebbe dovuto avere luogo a Canyon Park all’inizio del prossimo marzo: la manifestazione, alla quale erano attesi tra gli altri Yuna (dalla Malesia), Phum Viphurit (dalla Tailandia) e i rapper coreani DPR LIVE e Mino, è stata. spostata al prossimo 26 settembre.

In Australia…

L’Australia, per ovvie ragioni geografiche, pur contando a oggi appena quattro. casi di contagio in corso si considera uno dei paesi più esposti alla diffusione del Covid-19: il Michael Cassel Group, agenzia produttrice del locale allestimento del musical “Il re leone”, ha fatto sapere di aver annullato le repliche dello spettacolo che avrebbero dovuto avere luogo al Qintai Grand Theatre di Wuhan, metropoli cinese divenuta tristemente celebre per essere diventata la “culla” del Coronavirus. Questo, ovviamente, è un caso limite. Più indicativa dell’orientamento dei promoter attivi agli antipodi è quello dello staff di Ruel: il giovanissimo cantante. nato a Londra ma residente a Sydney ha rimandato una serie di date nel sudest asiatico al prossimo mese di settembre:Coronavirus concerti annullati 

Una scelta analoga è stata compiuta dal rapper britannico Stormzy, che già. alla metà di questo mese di febbraio aveva annunciato il rinvio dei suoi. show a Shanghai, Hong Kong, Singapore e Malesia previsti per il prossimo mese di marzo.

Perdite considerevoli

Al momento non sono state azzardate stime sull’impatto che le misure prese dall’industria della musica dal vivo per contenere l’emergenza sanitaria possano avere sulla filiera a livello globale. Più precisa è stata. Assomusica, l’associazione di categoria che raggruppa alcuni tra i principali operatori e impresari live del nostro Paese, secondo. la quale lo stop imposto dall’ordinanza riguardante le regioni del nord Italia che scadrà la prossima domenica primo marzo – e che potrà essere revocata o rettificata nel corso del prossimo fine settimana – è costata al comparto nazionale poco più di 10 milioni di euro.

 

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