Phil Anselmo, come musicista dalla vita ha avuto tutto, compresa quella botta di fortuna che gli ha permesso di essere nel posto giusto al momento giusto, cioè negli USA a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta, quando come, leader dei Pantera, sfiorò lo status di icona. Poi, a furia di intemperanze, malintesi, scivoloni e chi più ne ha più ne metta, Anselmo è riuscito letteralmente a complicarsi la vita. phil anselmo pantera guai

Ecco tutti i guai in cui si è andato a cacciare il talentuoso ex-frontman dei Pantera

I testi scabrosi

Nel 2001 i brani “Cannibal holocaust” e “Through the eyes of the dead” dei Necrophagia, band che vedeva militare Phil Anselmo alla chitarra insieme a Killjoy alla voce, non vennero pubblicati sul mercato tedesco: Le autorità teutoniche considerarono infatti “troppo estremi” i testi delle canzoni, che includevano versi come “Mangiato vivo / libidine frenetica / squartato e smembrato / con gli organi esposti / castrazione.

 

L’incidente acrobatico

L’anno successivo i Down, band nella quale Anselmo militava parallelamente ai Pantera, furono costretti a uno stop forzato durante la loro partecipazione al festival itinerante Ozzfest di Ozzy Osbourne, al quale erano stati invitati: durante un live Phil, facendo roteare in aria il microfono, si colpì a un occhio, procurandosi una lesione alla cornea per la quale i medici gli imposero qualche giorno di riposo assoluto.

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Egocentrismo e volgarità

Sempre dal palco dell’Ozzfest, nel 2004, mentre era impegnato con un’altra band, i Superjoint, Phil, per presentare un brano ai suoi fan, gridò queste parole: “La prossima canzone la vorrei dedicare a me, perché sono uno che spacca i culi. Mi raccomando: bevete birra, fumate erba e leccate la figa finché non vi si spezza la mandibola“. phil anselmo pantera guai

Le manie di onnipotenza

La fine dei Pantera non fu un momento facile per nessuno degli elementi coinvolti. Secondo gli ex colleghi pare che la colpa dell’implosione della leggendaria band metal sia da imputare proprio ad Anselmo. “Certo che i Pantera sono finiti, sono finiti da quando il nostro cantante Phil Anselmo si è messo ad annunciarlo dai palchi di tutti gli Stati Uniti. Non ha mai avuto la decenza di dircelo personalmente. Nessuno ci ha detto niente, così io e Vinnie siamo rimasti a casa senza sapere che cazzo succedesse“, si lamentà il chitarrista Dimebag Darrell.

Con gli ultimi due album dei Pantera, avevamo sempre meno apertura mentale a causa di Phil. Non voleva sperimentare o fare cose nuove, lo spazio si stava restringendo e quasi non si poteva più respirare. Personalmente penso che il ragazzo avesse paura del successo. Voleva essere un’icona underground, e così più i Pantera diventavano grandi, più non voleva avere a che farne. Phil non ha rispetto per nulla e crede che le altre persone siano inferiori a lui” afferma con tono sprezzante Vinnie Paul. phil anselmo pantera guai

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Una piccola dose di razzismo

La peggiore figuraccia di Phil Alselmo senza dubbio è quella avvenuta durante una serata tributo in memoria del suo ex compagno di band Dimebag Darrell: Phil  fece sfoggio sul palco del saluto romano, urlando “white power“, motto dei movimenti razzisti nordamericani. L’intera comunità musicale gli si rivoltò contro e vennero cancellate tutte le date dei concerti della sua band, i Down.

Il clamore suscitato dalla sua ultima uscita, molto più grave delle usuali bravate alle quali il cantante aveva abituato pubblico e osservatori, costò ad Anselmo molto caro: i Down vennero banditi dal circuito dei grandi festival internazionali, facendo addirittura meditare il frontman di abbondonare il gruppo pur di non affossarlo.

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