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The Who: è morto l’ex batterista Doug Sandom. Il leader della band rilascia un’intervista esclusiva

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Doug Sandom

Chi si ricorda di Doug Sandom?Doug Sandom 

Oggi è venuto a mancare l’ex batterista dei Who, Doug Sandom. Il musicista della band di “Baba O’ Riley” ci lascia a 89 anni con grande dispiacere. Sandom ha fatto parte della band inglese per un periodo ristretto a due anni, dal 1962 al 1964,  un anno prima dell’ascesa dei “The Who” al grande pubblico. Lo fa sapere con un’intervista il chitarrista frontman del gruppo, Pete Townshend.Doug Sandom

Parla il leader dei “The Who”. Addio Sandom.

“Appena saputo da suo figlio che Doug, batterista dei primi Who, è venuto a mancare ieri all’età di 89 anni. Se avete letto il mio libro “Who I Am” saprete quanto caro mi fosse Doug e quanto ho gestito maldestramente il suo allontanamento dalla band per essere alla fine sostituito da Keith Moon. Muratore di mestiere, Doug era un eccellente batterista ma era considerato dalla nostra prima etichetta troppo vecchio per noi. Sono state la sua età e la sua saggezza a renderlo importante per me.” Queste sono le parole di Townshend, con il quale è possibile constatare il profondo rispetto e affetto che riservava all’amico Sandom.Doug Sandom

The Who

I The Who e Doug Sandom.

Sandom si unisce alla band ancora prima che venisse adottato il nome “The Who”, quando ancora si chiamavano i Detours. Successivamente venne adottato il nome che conosciamo tutti, esattamente nel febbraio del 1964, quando stava per arrivare il successo. Il batterista, che era già trentenne, mentre i restanti componenti del gruppo erano ancora ragazzi, ha lasciato la formazione in erba nell’aprile del 1964 dopo un’audizione mancata con l’etichetta Fontana Records, sostituito, poi,  circa un mese dopo da Keith Moon. Per i seguenti 14 anni gli Who sarebbero dunque stati: Roger Daltrey alla voce, Pete Townshend alla chitarra elettrica, John Entwistle al basso, e Keith Moon alla batteria.

The Who e Sandom

Primi anni e successi della band (1965-67)

Il primo successo del gruppo fu il singolo I Can’t Explain del 1965, seguito subito dopo da Anyway, Anyhow, Anywhere. Ma la band conobbe il vero successo dopo la pubblicazione del primo album, My Generation, avvenuta sempre nel 1965. Altri pezzi di successo del periodo furono il singolo del 1966 Substitute, I’m a Boy (sempre del 1966), Happy Jack (che trattava di un giovane con disturbi mentali) e Pictures of Lily del 1967, un tributo alla masturbazione, seguiti subito da I Can See for Miles e Magic Bus. Benché avessero già raggiunto una notevole fama grazie ai numerosi singoli di successo pubblicati, gli Who, o per meglio dire Pete Townshend, avevano degli obiettivi più ambiziosi, e durante gli anni la loro musica sarebbe diventata sempre più complessa, ed i testi sempre più provocatori.Doug Sandom

 

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