Till Lindemann: L’arma tedescaLindemann Rammstein storia band

Till Lindemann, leader dei Rammstein e del suo progetto parallelo che prende il suo nome, è un musicista che ha fatto della provocazione la sua arma principale. Nelle sue canzoni, così come nelle sue esibizioni live, il cantante ha sempre portato la sua arte oltre ogni limite, nel tentativo di lasciare il segno e di stupire sempre il pubblico con scenografie incredibili e con temi profondi ma allo stesso tempo forti, come la morte, la decadenza, la follia e l’amore in tutte le sue forme più estreme.Lindemann Rammstein storia band

Till Lindemann è una figura controversa nel panorama musicale odierno: o lo si ama o lo si odia. Di certo, comprendere a fondo la sua arte non è semplice. Per farlo bisognerebbe anche conoscere l’uomo che si cela dietro al personaggio che ha costruito. A tal proposito, Kerrang ha realizzato un’intervista andando a trovarlo a Mosca: il frontman, infatti, ama profondamente la Russia e la considera ormai una seconda casa. Till ha raccontato di aver avuto un’infanzia felice: sua madre viveva nella parte comunista della Germania, mentre il padre era uno “uno spirito libero”, il che significa che non c’era mai.

Grande dio del mare (rosso)

Il frontman ricorda bene gli anni dell’occupazione russa, dove la Russia era “il grande fratello che controllava e si prendeva cura di tutti”. La prima volta che l’ha visitata esisteva ancora l’Unione Sovietica: era il 1973 e Till era uno dei componenti della squadra junior di nuoto dell’allora Germania dell’Est. Era un abile nuotatore e infatti, cinque anni dopo, è stato selezionato per i Campionati Europei di nuoto giovanile che si sono tenuti a Firenze. Quella, però, fu la sua ultima esperienza sportiva, sebbene fosse considerato un atleta da Olimpiadi: fu espulso dalla squadra perché, durante un coprifuoco, fu beccato ad arrampicarsi su una scala di sicurezza nel tentativo di arrivare a un sexy shop che vendeva riviste porno e per questo fu anche arrestato.

Lindemann Rammstein storia band

Questo episodio è molto significativo perché già dice molto della personalità di Till Lindemann, un ribelle che sin da ragazzino cercava di ottenere la sua libertà, anche a costo di infrangere la legge. Dopo un’infanzia tranquilla, Lindemann ha vissuto un’adolescenza burrascosa, perché si è poi reso conto della natura repressiva del Governo della Germania dell’Est e ha iniziato a ribellarsi, trovando uno sfogo proprio nella musica rock, ascoltando gruppi come Deep PurpleLed Zeppelin e Pink Floyd, anche se da ragazzo non aveva i soldi per comprarsi i dischi. Per questo motivo, ascoltava molto la radio

Animo musicale, vita selvaggia

Questo suo desiderio di libertà l’ha poi espresso e soddisfatto con la sua arte, con la musica dei Rammstein, ma anche con le sue attività parallele a quella musicale, come ad esempio la poesia, da lui definita come “il volo dell’anima”, ma anche nella pesca, nella caccia, nei viaggi solitari e persino nella cucina.

Negli ultimi tempi il cantante sta dando sfogo alla sua esigenza di libertà anche con il già citato progetto parallelo, i Lindemann per l’appunto, un duo formato insieme al musicista svedese degli HypocrisyPeter Tägtgren, diventato suo fratello di sangue nel senso letterale del termine: i due si sono davvero tagliati un braccio e hanno mischiato il loro sangue per sancire così un legame eterno. I due musicisti hanno detto che il loro rapporto è “come un matrimonio”: “Penso che siamo entrambi malati mentali in un certo senso – ha detto Peter ridendo – ma riusciamo a conviverci e ci troviamo molto bene insieme. Condividiamo tutto, forse anche troppe cose. Nulla è un tabù per noi”.

Till ha confermato ciò che ha detto il suo amico, spiegando che tra di loro c’è una perfetta armonia: “Grazie all’esperienza con i Rammstein – ha detto – ho imparato che quando lavori con qualcuno l’amicizia può risentirne. Ma non è il nostro caso. Noi siamo come marito e moglie. Sfortunatamente, però, manca l’aspetto sessuale…”. A tal proposito, la sessualità è proprio una delle componenti più significative dell’arte di Lindemann: nelle sue canzoni la libertà che da sempre cerca si traduce in un invito alla libertà anche a livello sessuale, seguendo i propri istinti e dando libero sfogo a tutte le proprie perversioni, anche a quelle più strane.

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Adattamenti macabri: le storie di streghe e cannibali

Nell’ultimo album realizzato insieme a Peter, però, Till è partito da una richiesta molto particolare, proveniente da sua figlia Nele, la quale voleva realizzasse la musica per un adattamento teatrale di Hansel e Gretel. Da lì in seguito è nato F&M (abbreviazione di Frau e Mann, parole tedesche che significano “donna” e “uomo”), album in cui si parla infatti di due gemelli abbandonati in una foresta dai genitori e poi catturati da una strega dedita al cannibalismo. Si tratta, però, di una versione più macabra, grottesca e oscura della celebre fiaba: “Per noi questa è stata la storia perfetta – ha detto Till in proposito – perché la favola originale è morbida e brutale ma anche molto romantica”.

Da questa collaborazione, poi il duo ha continuato a comporre altre canzoni, fino a creare un vero e proprio album, come sempre contenente brani provocatori ed estremi in tutti i sensi. “Se c’è qualcosa di me stesso nelle canzoni del disco? – ha detto Till – sì. Se la gente riuscirà a entrarci dentro si chiederà ‘Oh mio Dio, ma chi è quest’uomo?’”. Il frontman sa di scandalizzare ma la cosa gli è sempre piaciuta, anche perché è molto sicuro di sé: è un artista visionario ma anche un raffinato uomo di lettere ed è proprio questo che lascia trasparire in qualsiasi sua opera, che sia musica o poesia, e gli argomenti estremi che sceglie di trattare sono quelli che lo rappresentano al meglio.

“Enigma”

Allora si può forse dire che l’uomo e il personaggio coincidano? Non è così semplice: Till rimane una persona enigmatica, sia per quanto riguarda il lato privato che per quanto riguarda il lato artistico. In una vecchia intervista, il cantante ammise di avere “due vite”, ecco quindi che la dualità permane: si tratta di due aspetti distinti di Lindemann, anche se probabilmente in molti punti si incontrano.

Chi lo conosce afferma che è un tipo che ama stare da solo, come quando va a rinchiudersi nel suo piccolo cottage di Mecklenburg, anche se vive a Berlino. Inoltre, a differenza di suo padre che era sempre assente quando lui era piccolo, lui si considera anche un ottimo genitore, sia per Nele, nata nel 1985, che per la secondogenita Marie Louise, nata nel 1993. Oggi loro sono grandi e Till ha più tempo per dedicarsi alla sua arte: “Ora non abbiamo più pressioni da parte di moglie o figli. 

I nostri ego sono più grandi di qualsiasi relazione – ha detto parlando di lui e Peter – siamo uomini difficili con cui avere a che fare, perché la musica per noi verrà sempre prima. E la musica è sempre connessa a uno stile di vitaossia serate, sesso, droga e rock ‘n’ rollLe nostre vite – ha concluso – sono come un Happy Meal, non sai mai quale giocattolo ti capita ogni volta”. Forse questa frase racchiude la vera essenza di Till Lindemann, un uomo per il quale la libertà, come artista e come individuo, è e sarà sempre la cosa più importante.

 

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