MIBACT per la musicaMIBACT musica teatro cultura

Il Ministro per i beni e le attività culturali. e per il turismo, Dario Franceschini, ha firmato ieri, mercoledì 5 agosto, un decreto che, utilizzando il fondo emergenze spettacolo dal vivo, cinema e audiovisivo. istituito. con il decreto Cura Italia e potenziato con il Decreto Rilancio, stanzierà dieci milioni di euro in aiuto all’industria musicale, discografica e fonografica, messa in crisi – come la quasi totalità. dei settori – dall’emergenza sanitaria da Covid-19.MIBACT musica teatro cultura

Il ministro ha commentato:

Con questo intervento continua il supporto del Governo. all’industria musicale, discografica e fonografica, in particolare a tutti gli operatori del settore che, nonostante la ripartenza, stanno vivendo ancora un periodo di difficoltà”.

Nella nota diffusa da ministero si chiarisce come “le risorse verranno ripartite tra i beneficiari in corrispondenza ai minori ricavi accertati nel periodo dal 23 febbraio 2020 al 31 luglio 2020 rispetto. allo stesso periodo 2019. Il contributo non potrà comunque superare la differenza tra i ricavi del 2019 e quelli del 2020 nel periodo considerato. Le risorse verranno. inoltre assegnate. in proporzione al fatturato editoriale complessivo dei beneficiari seguendo una lista a scaglioni”.

Per accedere. al provvedimento, destinato alle sole imprese con. sede legale in Italia e in regola con gli obblighi previdenziali, fiscali e assicurativi, sarà possibile presentare una domanda – per mezzo di una. pagina ad hoc che verrà attivata nei prossimi giorni – sul sito ufficiale del ministero, all’indirizzo www.beniculturali.it.

Soddisfazione è stata espressa dal ceo di FIMI Enzo Mazza: “Siamo soddisfatti della misura che sostiene in particolare quella parte più fragile dell’industria musicale e che ha sofferto in questa fase”, ha commentato l’ad della Federazione Industria Musicale Italiana, “Come è noto FIMI, con le altre associazioni di categoria, aveva proposto un intervento di emergenza in dieci punti e al primo posto c’era proprio il sostegno diretto alle piccole e medie imprese del settore”.

Dietro le quinte: come sta la cultura italiana?

Mentre ormai il processo di. riapertura. post lockdown procede a pieno ritmo, almeno in Italia, con ristoranti, negozi, strade, alberghi e spiagge sovraffollate, c’è ancora chi arranca. Il settore della cultura, già endemicamente indebolito da una lunga coincidenza di fattori (, è ormai ridotto allo stremo, con il 13% dei musei che ha già chiuso definitivamente. Ma se i grandi musei e le grandi gallerie, in un modo o nell’altro, riusciranno comunque a superare la crisi – anche al costo di tanti licenziamenti – oltre la metà del comparto delle piccole, medie e micro imprese e delle associazioni culturali rischia la congestione entro la fine della bella stagione.

A lanciare l’allarme sono StaGe! – Stati Generali della Musica Indipendente ed Emergente, FedItArt – Federazione Italiana Artisti, Forum per l’Educazione Musicale, Cafim, Tavolo Permanente Federazione Bandistiche Italiane, firmatari di un appello rivolto al Governo e al Mibact, con specifico riferimento alla filiera della musica, del teatro e dello spettacolo dal vivo indipendente ed emergente.

«Gli artisti e operatori del settore esprimono il loro ringraziamento per le azioni adottate sin qui dal Governo e Mibact ma chiedono a gran voce la necessità indifferibile di ulteriori sostegni per recuperare il fatturato perduto da febbraio a giugno, e che nel caso degli esercenti la vendita di strumenti musicali si protrarrà, come da previsioni di mercato, fino a marzo 2021. Necessitano misure che consentano concretamente e nell’immediato la realizzazione di un maggior numero di live, di spettacoli e di progetti educativo-musicali, così come l’emanazione di nuovi bandi per produttori, editori, associazioni, in modo da consentire la ripartenza di festival, tour, tournée, con benefici in favore di autori, attori ed in generale artisti, operatori e docenti del settore didattico-musicale e teatrale

 

 

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