Home Curiosità Nick Drake: Il genio invisibile, una sagoma folgorante

Nick Drake: Il genio invisibile, una sagoma folgorante

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Nick Drake tunings

Le sue caratteristiche Nick Drake tunings

Nick Drake è forse uno dei geni più “invisibili” della storia della musica. Una sagoma tanto discreta, quanto la sua produzione artistica, orientate sia l’una che l’altra a rifuggire dal materialismo circostante, in favore di un’interiorità minimalistica. Solitario, timido, introverso, esattamente il contrario di come la società di oggi ci vorrebbe. Padre di tutta quella musica, tra folk e pop, che negli anni successivi si è mossa inseguendo atmosfere intimistiche. Nicholas Rodney Drake nasce il 19 Giugno del 1948 a Rangoon, Birmania, e muore il 25 Novembre 1974 (all’età di 26 anni) a Tanworth-in-Arden, Inghilterra, per overdose di antidepressivi. Il giovane Nick trascorre un’infanzia decisamente positiva, cresce felice in un’ambiente silenzioso e incontaminato, nel cuore verde dei boschi. Entra in contatto con la natura, con i suoi ritmi e segreti: questa pace costituirà negli anni la sua poetica musicale. Nick Drake tunings

Nick Drake tunings

Scoperta e inizi

Negli anni seguenti un episodio cambiò definitivamente la vita del cantastorie. Avvenne nel 1968, nella conosciutissima Round House di Londra, che Nick colse l’attimo per farsi notare. Ecco che Ashley Hutchings fù colpito dalla sua personalità, e dall’eccellente tecnica musicale. Ashley corse dal suo manager Joe Boyd e discusse del promettente ragazzo (Nick Drake) che con un solo nastro, contenente quattro pezzi, si convinse delle sue ottime capacità. Nell’estate dello stesso anno avvennero le registrazioni del suo primo album Five Leaves Left. Nick Drake tunings

Il primo successo

Five Leaves Left fu un’inizio stupefacente. L’album comincia con la solarità di “Time Has Told Me” e i sottili intrecci di chitarra elettrica (suonata da Richard Thompson dei Fairport) e acustica. Una linea di piano (Paul Harris) in sottofondo e il contrabbasso di Danny Thompson dei Pentangle.
Dopo la spensieratezza del brano precedente segue “River Man”, uno dei simboli della malinconia in musica di Drake. Lo scenario evocato è nebbioso e impalpabile, come l’orchestra d’archi, del resto, suggerisce. Il cantato è perfetto per la situazione: vago, delicato, lontano. La chitarra si limita a un ruolo essenzialmente ritmico, ripetendo gli accordi e lasciando che siano i violini a creare l’atmosfera. Ad arrangiarli c’è per la prima e unica volta Harry Robinson. Nick Drake tunings

Un ultimo passo

Altro album che descrive, stavolta la fine della sua carriera e vita, fu Pink Moon sua ultima fatica. L’album nasce in due sole notti di lavoro, quasi “scheletrico” .Un disco in cui l’autore si guarda allo specchio e si racconta. Drake non cercò neppure di paragonarsi col passato. La sua musica è lo sforzo nel vincere i dubbi e gli spettri che ormai abitavano la sua anima. Tante ombre e qualche spiraglio di luce per un album che rimarrà testo base per il sound di tanti cantautori “noir” nei decenni successivi. Nick Drake tunings

Nick Drake tunings

 

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