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“Pino NON è” quello che ci hanno fatto vedere!

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pino è concerto

“Pino è” tutto, tranne il circo che ieri abbiamo visto in diretta su RaiUnopino è concerto

Le sue canzoni massacrate con musica e parole pino è concerto

È difficile capire la logica che ha spinto gli organizzatori a scegliere gli artisti che ieri allo stadio San Paolo di Napoli, hanno massacrato le canzoni di uno dei più grandi artisti italiani.
Cantanti che c’entravano poco, per storia e cultura, con Pino Daniele, presenti su quel palco solo perché appartenenti alla scuderia dell’agenzia di spettacoli Friends & Partners, di Ferdinando Salzano, ex manager del cantautore napoletano e ideatore dell’evento.

Ma questo vale anche per la qualità dell’audio e della regia: basta pensare che “A me me piace ‘o blues” è stata fatta ripetere a Eros Ramazzotti e Jovanotti perché ‘interrotta’ dalla pubblicità. Sul palco si sono visti duetti imbarazzanti e inutili come quello di De Gregori che ha cantato Anema e core insieme alla moglie, Alessandra Gobbi. Canzoni stonate e storpiate sia nella melodia che nella lingua napoletana, mentre i pochi artisti napoletani presenti sono stati relegati a fine serata per dare spazio ai nomi altisonanti della musica italiana.
Imbarazzante la retorica messa in scena dagli attori.

Ma non solo… pino è concerto

Pino Daniele è uno degli artisti più difficili da interpretare.
I suoi brani contengono atmosfere blues e non vanno urlati, ma interpretati da chi lo sa fare. Tra le poche una strepitosa Fiorella Mannoia che in Sulo pe parlà, una perla di pochi secondi, non ha fatto rimpiangere Pino. Bello anche il duetto di Gianna Nannini ed Elisa in Je so’ pazzo. Poi la tecnica di Giorgia. L’esperienza e il carisma di Irene GrandiTeresa De Sio e Paola Turci. La voce di Massimo Ranieri in Cammina cammina.

Pino Daniele non si è mai sentito veramente un cantante. Sempre un musicista e per questo motivo forse sarebbe stato giusto dare maggiore spazio alle sue band. Sarebbe stato bello sentire qualche sua canzone rivisitata, in versione strumentale, dagli amici di sempre.
Ma forse più che ricordare Pino Daniele ieri c’è stata la volontà di realizzare uno spettacolo nazional popolare che potesse andar bene per la tv. D’altronde il cantante napoletano è stato sia un musicista raffinato che ha scritto poesie in musica, che una popstar capace di scalare classifiche. Ma tutto ciò Pino l’ha fatto sempre mettendo il cuore in ogni sua nota. Come diceva ai suoi concerti: «Io suono la chitarra e canto in napoletano, quindi se qualche cosa non la capite, non fa niente. L’importante è il sentimento», e a parte qualche eccezione ieri sul palco è mancato soprattutto quello.

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