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Trap o rap?

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trap

Rap. Trap. Una lettera in più, pochi cambiamenti verrebbe da dire. Ma in Italia scoppia la polemica.

Trap, o la ami o la odi

La trap nasce come sottogenere, come un figlio, della musica rap anni ’90 nel sud degli Stati Uniti. In particolare ad Atlanta, attingendo dal Miami bass e dal dirty south.

Questa roba per intenderci.


Il tema principale è lo spaccio. Difatti, le trap house sono le villette di edilizia popolare, tipiche di Atlanta, dove la droga viene venduta e consumata.

La trap è originariamente legata al contenuto dei testi, ma si possono delineare caratteristiche legate al sound. Utilizzo massiccio della drum machine Roland TR-808 o di macchine ad essa affini; presenta una struttura ritmica aggressiva, sincopata, tra i 60 e i 75 bpm con gli hi-hat a velocità doppia e un suono aggressivo composto da basso profondo tipicamente dub, suoni elettronici, archi e parti vocali rappate spesso con l’ampio utilizzo di Auto-Tune.

Alcuni elementi della trap sono quindi effettivamente in comune con il rap; altri elementi derivano dalla dubstep e dall’elettronica. La fusione genera una musica che presenta linee vocali a metà tra il cantato e il rappato. Proprio l’autotune è l’elemento che ha generato malumori tra i rapper quando li si accostava al genere trap.

I primi artisti si trovano negli USA più o meno a partire dal 2010 e i nomi sono quelli di Waka Flocka, Young Jeezy, Future, Gucci Mane, Rick Ross, T.I e A$AP Ferg.

La trap in Italia è un genere per soli giovani?

La trap nella nostra penisola ha iniziato a prendere piede nel 2015 e in questi due ultimi anni ha avuto un vero e proprio boom. Gli esponenti sono tutti giovanissimi, nati proprio negli anni della musica da cui dovrebbero prendere spunto.

I più noti, e di conseguenza i più discussi, sono Sfera EbbastaGhaliIziRkomi, Tedua, Vegas Jones, Lazza, Laïoung, Jesto, Maruego, Enzo Dong, Ernia e la Dark Polo Gang.

sto records trap
Sto Records, Ghali
wild bandana trap
Wild Bandana. Izi, Tedua
zona 4 gang trap
Zona 4 gang. Rkomi

Con loro sono diventati famosi anche giovani ma capacissimi produttori come Sick Luke, figlio del rapper Duke MontanaCharlie Charles, Low Kidd, Boston GeorgeChris Nolan, che hanno riscosso un discreto successo anche all’estero.

Nota di merito per Sfera, Izi, Rkomi, Ghali, Tedua, Vegas Jones, Lazza, Laïoung e Maruego.


Nota a parte per Jesto, Enzo Dong e DPG (Dark Polo Gang). Fatico ancora a capire i personaggi. Semplicemente stupidi o simpaticoni?

In particolar modo la DPG momentaneamente credo si salvi solo per le strepitose basi di Sick Luke. Ma attenti eh, che triplo sette la gang non si infama. Jesto aveva iniziato più o meno bene; negli ultimi mesi non capisco davvero dove voglia andare a parare (Broccolo, Fikachu che si sia rincoglionito?). Enzo Dong… vedere per giudicare.

 

 

Diatriba (t)rappusa

Nonostante dovrebbero principalmente essere gli artisti colonne portanti del genere rap a preoccuparsi delle nuove talentuose leve della trap, la polemica nasce soprattutto dai fan.

Questi, infatti, stanno conducendo una crociata per i loro beniamini della old school reputando infedele chi si appresta a questo nuovo genere.

Sono state create appositamente su Facebook pagine “umoristiche” che spesso e volentieri mirano ad offendere gli artisti.

Pro e contro

I rapper italiani di vecchia data si dividono. C’è chi vede la trap di buon occhio apprezzandone le sonorità. D’altronde chi sa rappare lo sa fare su qualsiasi base.


NITRO

“La Trap musicalmente parlando è una figata. Adesso siccome avete sentito due o tre artisti che non corrispondono al vostro gusto tutto il genere vi fa schifo. La Trap come bpm è molto simile alla Dirty south di 10 anni fa, non c’è niente di così nuovo.

MA SMETTETELA DI CONFONDERE UN GENERE CON LA CAPACITÀ DI RAPPARE. Se sai rappare rappi su tutto. E dimostri che si può rappare bene anche sulla Trap. Io non ho minimamente paura di farlo. […] Il suono del rap è in continua evoluzione da quando è nato. La cosa che non capite è che il break beat boom bap ed il pezzo Trap possono COESISTERE.”

LUCHE’ 

A me questa cosa della Trap piace, perché finalmente si cavalcano un po’ le tonalità che vanno in tutto il mondo quindi si rende il rap italiano più al passo con quello che succede nel resto del mondo. A me questa cosa dell’Hip Hop all’italiana non mi è mai piaciuta, come se noi fossimo un popolo di cretini che deve ascoltarsi il rap demenziale. Ovviamente non è che mi piace tutto quello che esce, però si respira un’aria un po’ più internazionale.

Al rovescio della medaglia, uno fra tutti che la trap non la riesce proprio ad accettare è Mistaman.

 

 

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