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Non abbiamo armi: la conferma lirica di Ermal Meta

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Il neo vincitore di Sanremo 2018, l’ italo albanese Ermal Meta, è il puzzle che non può assolutamente mancare nell’esteso mosaico di melodie cantautorali italiane.

Ce lo dimostra ancora una volta con il terzo album di inediti, già primo in classifica, dal titolo “ Non abbiamo armi”, una carezza eterea per le piccole anime capaci di donare sensibilità. non abbiamo armi meta

 

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Un’ identità riconoscibile e intraprendente non abbiamo armi meta

L’appassionato cantautore di gavetta ne ha fatta tanta, contando solo sulla sua determinazione e sulla distinta intelligenza con cui si è fatto amare dal grande pubblico.

L’amore per la musica nasce grazie alla madre violinista, il centrale punto di riferimento di Ermal. Impara presto a suonare chitarra e pianoforte in modo impeccabile e tra il 2006 e il 2013 diventa membro di due band, gli Ameba 4 e La Fame di Camilla.

Successivamente intraprende la carriera di autore: Marco Mengoni, Francesco Sarcina, Patty Pravo, Francesco Renga, Emma Marrone, Chiara e Lorenzo Fragola sono alcuni degli interpreti pop di casa nostra che hanno dato voce a brani amatissimi concepiti dalla penna elegante del “ capobranco”non abbiamo armi meta

 

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Nel 2016 arriva la svolta sanremese: con il brano “ Odio Le Favole” conquista la terza posizione nella categoria delle Nuove Proposte e, cosa più importante, il cuore dei fans.

Ci riprova nel 2017, stavolta come Big, con l’intenso “ Vietato Morire”, ma anche stavolta arriva terzo. Ennesima prova che questo risultato è soltanto un dato matematico qualunque improntato su carta: l’omonimo album è presto primo in classifica. non abbiamo armi meta

La seconda avventura nei panni di Big sanremese, vissuta con l’amico Fabrizio Moro, non è stata rose e fiori ma si sa: dopo la più terribile delle tempeste il sole torna sempre a splendere.

Dalle assurde accuse di plagio alla meritata vittoria il passo è stato breve: “Non mi avete fatto niente”, l’inno alla vita contro la vergogna del terrorismo scritto insieme a Fabrizio Moro e Andrea Febo, nonché  prima traccia del disco, è la canzone che più di tutte ha colpito dritto ai cuori degli italiani. non abbiamo armi meta

Un nuovo grande successo

“ Non abbiamo armi” è il diario delle emozioni di Ermal Meta.

Dodici frammenti di un’ anima romantica, sognatrice e forte. Lo stile è variegato e diretto:  alla dolcezza delle ballad ( 9 primavere, Le luci di Roma, Quello che ci resta) risponde un mix che combacia pop, rock e electro sostenuto da versi poetici che riflettono sequenze di esperienze di vita semplice che abbracciano i cammini di tutti noi ( Dall’ alba al tramonto, Non abbiamo armi, Io mi innamoro ancora, Il vento della vita, Amore alcolico, Molto bene, molto male). non abbiamo armi meta

Caro Antonello è un omaggio all’ amicizia e alla stima che Ermal dedica a una pagina sacra della tradizione musicale italiana: Antonello Vendittinon abbiamo armi meta

 

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Capolavoro assoluto del progetto è Mi Salvi Chi Può: ballad cupa e intensa scandita al principio dal tocco malinconico e delicato di un pianoforte in sintonia con la parte vocale, a cui subentra successivamente l’ energia della batteria al passo dei toccanti versi conclusivi della canzone. non abbiamo armi meta

“ Non abbiamo armi” è un invito a combattere e a sognare. A volere bene alla vita. A non nascondere i propri sentimenti ed essere sinceri sempre. Chiudete gli occhi e lasciatevi conquistare.

 

Per le altre recensioni e molto ancora, seguiteci su  Musicaccia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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