La quinta puntata è stata dedicata agli inediti ad X Factor, arrivati prima della semifinale (come era solito negli scorsi anni) e permettendo a più artisti di poterli proporre.X factor inediti recensione

Li abbiamo ascoltati con molta attenzione ieri ed ecco le nostre impressioni.

L’inglese la fa da padrone con 4 canzoni su 8 ma a parte questa scelta masochista da parte dei concorrenti ( in Italia va decisamente meglio l’italiano), purtroppo quello che non ci ha convinto a pieno è stato lo scopiazzamento di artisti già affemati.

Le canzoni che secondo noi potrebbero funzionare sono quelle di Maneskin, Nigiotti e Radice. Il resto purtroppo riprende artisti già noti ma senza riuscirci.

Ecco i brani:

Maneskin – “Chosen” – Damiano David, Ethan Torchio, Thomas Raggi, Victoria De Angelis, prodotto da Maneskin

A noi era già piaciuto alle audition e ieri è stato presentato in maniera più educata rispetto alla prima volta, i Maneskin portano potenza e allegria sul palco. Chosen risveglia gli ormoni di tutti, dalle adolescenti alle Milf , e la canzone è gestita al meglio dalla personalità egocentrica del cantante Damiano.

Un po’ rock un po’ funky, come Manuel sottolinea, lo stile è tipico degli anni ’90 ricorda i RHCP ma anche i grandi rocker anni ’70.  Funzionano: ben eseguita tecnicamente e con una buona melodia orecchiabile.

Enrico Nigiotti: “L’amore è” – Enrico Nigiotti, prodotto da Enrico Brun

Un brano da cantautore affermato, semplice e con un giro di chitarra e percussioni molto interesante, arrangiato molto bene. Il genere ricorda qualcosa di sentito ma è comunque tra i pezzi più belli e che probabilmente funzionerà meglio in radio. Dovrebbe solo fare un salto di qualità sui testi, ma siamo certi che ha tutte le carte per riuscirci.

Samuel Storm “The story” – Samuel Storm, Rory Di Benedetto, Rosario Canale, prodotto da Fausto Cogliati

Fedez e Co, hanno lasciato liberi i concorrenti di portare i propri pezzi senza modificarli troppo, ma in questo caso ci è sembrato un azzardo: il  pezzo è decisamente acerbo.

Soul, pop, molto minimal inizialmente per poi crescere ma senza esplodere. Non ci ha convinto.

Lorenzo Licitra “In The Name of Love” – Ashley Walls/Fortunato Zampaglione, prodotto da Enrico Brun e Fortunato Zampaglione

Adattato da Fortunato Zampaglione il pezzo nasce come inno all’amore ma non sono riusciti a svecchiare l’idea del tenore di grazia di Lorenzo. Ha 25 anni e già lo rendono più vicino a un 50enne. E’ mancata anche un’interpretazione personale del pezzo o forse nemmeno Lorenzo riesce a staccarsi dal suo “personaggio”.  Un grande ritornello che esalta le doti di Licitra ma il testo ci è sembrato leggermente banale. Bravo ma niente di eccezionale.

Rita Bellanza – “Le parole che non dico mai” – Levante, Antonio Filippelli, Alice Bisi

Il pezzo era perfetto, s,  ma per Levante, non per Rita. Inizia con un pianoforte poi cresce ma manca di ritornello e questo lo rende un pezzo difficile da ricordare. La canzone non è scritta per la vocalità di Rita e si sente. Salvata da Mara per simpatia.

Ros “Rumore” -Camilla Giannelli, Lorenzo Periuzzi, Kevin Rossetti – prodotto da Rodrigo D’Erasmo e Manuel Agnelli

Ecco i “Prozac +” ah no, sono i Ros. Li ricordano molto e questo ci piace: una canzone urlata, chitarre “a iosa”, e diversi cambi di tempo interessanti. A noi non è dispiaciuta ma i Prozac + non si toccano…

Gabriele Esposito – “Limits” – Gabriele Esposito, Lorenzo Arciero – Giacomo Pontecorvo, Francesco Pisciotta – prodotto da Fausto Cogliati

Ci è sembrato si sentire un pezzo Ed Sheeran, scritto a 13 anni e lasciato in soffitta perché troppo banale rispetto al suo sound attuale. Anche se la ritmica inserita da Fedez lo rende più moderno, in linea con quello che va oggi, non ci ha comunque convinto e la canzone resta una canzoncina senza infamia e senza lode…

Andrea Radice “Lascia che sia” – Pietro Foglietti/Andrea Radice, prodotto da Ioska Versari

La canzone è di Piero Foglietti (Della scuola de L’Officina della Musica e delle Parole di Alberto Salerno, marito della Maionchi, mentore di Radice), un emergente che porta qualcosa di nuovo. Bella la melodia dove si valorizza la voce calda di Radice. Bellissimi i cori, realizzati da Andrea.

La più originale ma anche difficile…

TRACKLIST

01. Le parole che non dico mai – (02:47)
02. Limits – (03:13)
03. In the Name of Love – (03:07)
04. Chosen – (02:40)
05. L’amore è – (03:43)
06. Lascia che sia – (03:32)
07. Rumore – (02:49)
08. The Story – (03:25)

 

Continuate a seguirci su Musicaccia.

 

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