domenica, Maggio 26, 2024

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United by music for charity: quando la musica elettronica incontra la beneficenza

Il progetto United by music for charity (link sito ufficiale) nasce da un’idea di Gabriele Mirabile dj di musica elettronica. Esso punta all’unione di musica e beneficenza. Noi di Musicaccia abbiamo intervistato Gabriele che ci ha spiegato il progetto!

Com’è nato United by Music for charity?

United by music for charity nasce nel 2018, dalla mia passione per la musica elettronica e da un caso fortuito che mi ha ispirato nell’ideazione dell’iniziativa.

In un caldo pomeriggio di Agosto, ricevetti un’email da parte di un’azienda Vietnamita, la quale mi chiedeva di realizzare una sigla per un cartone animato sugli SDGs – acronimo di Sustainable Development Goals.

Decisi di accettare fin da subito l’incarico nonostante non avessi idea di cosa fossero gli SDGs, per scoprire, successivamente, l’esistenza di un programma a cura delle Nazioni Unite per risolvere problematiche come la fame nel mondo, l’estinzione delle specie, la disparità di genere e molte altre, entro il 2030.

Nacque così l’idea di realizzare un album di musica elettronica composto da 17 brani in rappresentanza di ognuna delle importanti tematiche trattate attraverso gli SDGs.

Una curiosità che in pochi sanno è che il cartone animato vietnamita alla fine non venne mai realizzato, restando comunque l’inizio di un percorso straordinario.

Cosa è United by Music for charity?

United by music for charity è un’organizzazione che si occupa della realizzazione di eventi e iniziative dal forte impatto sociale, fondate su quattro pilastri fondamentali: la musica elettronica, gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (oppure OSS), i diritti umani e la beneficenza. Tra le iniziative portate avanti dall’organizzazione, la realizzazione di un album di musica elettronica dal titolo “United“, pubblicato ogni anno in occasione della settimana in cui si celebra la Giornata Mondiale dei Diritti Umani. Artisti emergenti e non si riuniscono da tutto il mondo per comporre 17 brani, uno per ciascuno dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

Puoi raccontarci le scorse edizioni?

Progettare un album è un processo molto complesso, soprattutto quando vengono coinvolti artisti da ogni parte del mondo, con background culturali diversi, fuso orari che si distanziano anche di svariate ore e nel nostro caso, soprattutto inizialmente, con un budget limitato. Ripensando a tutto quello che ho fatto, ogni tanto penso di essere stato un tantino folle nel perseguire un sogno così grande. Eppure rifarei tutto, passo dopo passo, inclusi gli errori. È impossibile descrivere la gioia che si prova nel fare del bene, aiutando gli altri e sensibilizzando le persone a tematiche importanti e sempre più rilevanti per la nostra società.

Nel corso degli anni abbiamo supportato UNICEF, Save The Children, la Rainforest Alliance, la Tim Bergling Foundation e molte altre no-profit, coinvolgendo 105 artisti da 35 paesi nel mondo e arrivando fino agli Headquarters dell’UNESCO, a Parigi, in occasione del TES, il Transforming Education Pre-summit. È bello pensare, che nel nostro piccolo, abbiamo contribuito a cambiare il mondo.

Che artisti hanno collaborato con voi?

Nel corso di 4 edizioni hanno collaborato con noi tantissimi artisti da altrettante nazioni. Tra gli artisti coinvolti Rudeejay, MorganJ e i FaderX dall’Italia, Debris e Charles B dalla Francia, Sam Ourt dal Venezuela, i TNO dall’India.

Cosa state preparando per il prossimo disco?

Quest’anno, oltre a coinvolgere artisti di punta nel mondo dell’EDM – acronimo di Electronic Dande Music, stiamo lavorando all’organizzazione di festival fisici e digitali, eventi di beneficenza e al merchandising ufficiale di United, in collaborazione con illustratori e aziende che producono abbigliamento 100% sostenibile. Anche quest’anno, l’album sarà composto da una varietà di generi musicali che includono l’house, la musica pop, l’hardstyle, la drum and bass.

I fondi che raccoglieremo verranno donati a One African Child per la costruzione di una scuola in Nigeria, in supporto dell’SDG 4, Quality Education.

Come volete ampliare il progetto?

Vogliamo ampliare il progetto coinvolgendo sempre più artisti, organizzando eventi più grandi, sensibilizzando maggiormente le persone e donando più fondi alle organizzazioni no-profit che supportiamo. Grazie alla vastità di tematiche che United tratta, è possibile ipotizzare nuovi percorsi collegati al progetto principale, rendendo l’iniziativa sempre più innovativa e accessibile a tutti.

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