Si tratta del sesto album prodotto in studio 40 anni fa.

28 ottobre 1977. I Queen, band leggendaria capitanata da Freddie Mercury, scrivono un nuovo capitolo della storia del rock: “News of the World” è il titolo che lo ha consacrato.

queen celebrazione 1977

La risposta al Punk dei ragazzacci di Londra, i Sex Pistols, regala una frizzante scossa alla musica internazionale, soprattutto grazie ai singoli “We Will Rock You” “We Are The Champions”, veri inni mondiali cantati ancora oggi. Il disco è incisivo e variegato: l’anima hard rock, segno distintivo della “Regina”, cede il suo posto ai soavi tocchi di pianoforte nelle tracce “All Dead, All Dead”“Spread Your Wings” e la già citata “We Are The Champions”.

Un capolavoro molto amato e indimenticabile, ma siete sicuri di sapere tutto sulla sua realizzazione?

Abbiamo 10 curiosità tutte da scoprire: leggete per capire di cosa si tratta.

Nello stesso studio dei Sex Pistols

I Queen scelsero i Wessex Studios per l’incisione del CD, lo stesso posto in cui i Sex Pistols di Sid Vicious registrarono “Never Mind the Bollocks”.

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” Li incontravamo nei corridoi. Parlavo spesso con John Lydon, un tipo molto rispettoso. L’argomento era sempre lo stesso: la musica”, ha detto Brian May.

Decisamente sfacciato fu invece l’atteggiamento di Sid Vicious. Il ribelle bassista non ci pensò due volte ed entrò in sala di missaggio per provocare Freddie Mercury, che riuscì a zittirlo con uno spintone.

La traccia “Sheer Heart Attack” fu etichettata anti punk ma risale a qualche anno prima

Roger Taylor scrisse questo pezzo nel 1974, l’anno del glam rock. Ecco che cosa disse a riguardo nel lontano 1991:

“Doveva essere la title track dell’album, ma non sono riuscito a finirla. Quando ci sono riuscito ne avevamo già registrati due, e alla fine è finita su News of the World. È affascinante, fa parte di un disco registrato contemporaneamente all’esordio dei Sex Pistols. È una fortuna che sia passato tutto quel tempo, è un brano perfetto per l’esplosione del punk.”

We Will Rock You We Are the Champions sono state influenzate dai fan

Brian e Freddie composero i due intramontabili successi dopo il concerto eseguito il 29 maggio 1977 alla Bingley Hall di Stafford. In base all’opinione del chitarrista, lo spettacolo fu abbastanza travolgente e rumoroso e questo entusiasmò lui e l’amico frontman.

“We Will Rock You è la risposta musicale alla fase che stavamo vivendo come band. Il pubblico stava diventando sempre più importante, cantavano tutte le canzoni. E in un posto come la Bingley Hall diventava impossibile suonare, dovevamo fermarci e lasciarli fare. È per questo che io e Freddie abbiamo deciso di scrivere un pezzo dove il pubblico fosse parte integrante dell’arrangiamento.”

I Queen giudicarono We Are the Champions troppo arrogante per proporla

Il pezzo nato dall’ingegno di Freddie Mercury non convinse subito i membri del gruppo.

“Quando l’ho scritta pensavo al calcio. Volevo una partecipation song, qualcosa che coinvolgesse i fan. Certo, ho scritto una cosa più teatrale, non proprio il solito coro da stadio”, dichiarò il cantante nel 1978.

Il suo giudizio non incontrò l’approvazione dei colleghi, convinti della presuntuosità del brano. Per fortuna cambiarono idea!

L’assolo di We Are the Champions è stato improvvisato

Brian May ha raccontato come sono andate le cose in un’intervista del 1993:

“Avevo inciso un’altra parte all’inizio delle session. Sembrava buona a tutti. Nei Queen il mix del pezzo era gestito da chi aveva scritto il brano, e in questo caso si trattava di Freddie. Mi sono fatto dare una cassetta del lavoro fatto fino a quel momento e sono andato a casa ad ascoltarla.”

Ma qualcosa non lo aveva convinto del tutto:

“Gli ho detto: “Guarda Fred, ho bisogno di registrarla di nuovo”. Alla fine ho rifatto tutto, soprattutto il finale. C’è un punto in cui Freddie porta la sua voce al limite, e volevo che la chitarra facesse la stessa cosa. Nel mix finale è quasi impercettibile, ma è un momento molto importante per me.”

Brian crea i suoni di We Will Rock You

Il musicista si è diplomato nel 1968 all’ Imperial College, scuola londinese di matematica e fisica. Grazie alle sue conoscenze scientifiche, è riuscito a costruire la sezione ritmica del brano:

” Stavamo lavorando in questa vecchia chiesa abbandonata, e devo dire che suonava molto bene», ha detto. «C’erano queste vecchie assi dappertutto, e ci sembravano perfette per farci delle percussioni. A un certo punto mi sono chiesto: “ma se ci fossero 1000 persone a calpestare queste assi, che suono farebbero?” E ho pensato: “Beh, farebbero un gran casino, ma si sentirebbe anche un effetto, il risultato della distanza tra chi ascolta e chi fa il suono”. Così ho messo un sacco di ripetizioni individuali dei singoli suoni. Non un echo, ma singole ripetizioni a distanze diverse. E le distanze erano tutte numeri primi… Non c’è nessun eco, non ci sono relazioni armoniche, è per questo che ascoltandola ti sembra di stare nel mezzo di una folla gigantesca”

All Dead, All Dead è stata scritta da May per la scomparsa del suo gatto

Interamente cantata dal chitarrista, la canzone è un caro ricordo del gatto che Brian perse da bambino:

“Era un pezzo sugli amici che se ne vanno per sempre… ma credo che tutto sia nato dalla morte del mio gatto. Ero solo un ragazzino e non l’ho mai superata. È una di quelle cose che torna a perseguitarti in modi sempre diversi. Quando la scrivevo pensavo a tutt’altro, ma credo che inconsciamente fosse un modo per liberarmi di quel ricordo.”

Sleeping on the Sidewalk è stata incisa con una take

“L’ho tagliata e sistemata, certo, ma quella che ascoltate è la prima e unica versione che abbiamo registrato. L’abbiamo suonata con un po’ di negligenza, e in passato non ci saremmo neanche sognati di metterla nell’album. Eravamo abituati a registrare milioni di volte, volevamo la perfezione assoluta. In questo album, però, volevamo essere più spontanei”, spiegò Brian a BBC Radio, nel 1983.

Brian esegue il tapping in It’s late prima che la tecnica diventasse popolare

Il tapping viene eseguito suonando alcune note sulla tastiera, producendo intervalli molto impegnativi. Ottenne un’inarrestabile popolarità grazie a Van Halen, ma Brian lo impiegò in anticipo nel brano “It’s Late”.

“Ho rubato l’idea a un tipo che sosteneva di averla rubata da Billy Gibbons degli ZZ Top. Suonava in un club texano: ero così intrigato che sono scappato a casa e ho provato subito a rifarla. Qualche anno dopo sono riuscito a metterla nel solo di It’s Late.”

La tecnica piaceva molto al grande compositore, ma non venne riproposta a lungo:

” Era un problema eseguire quelle parti sul palco. La suonavo rigidamente… se avessi continuato a studiare sarei migliorato, ma mi sembrava una strada senza uscita.”

Freas, il genio dell’artwork

Il batterista Roger Taylor era un profondo appassionato di fantascienza. Apprezzava in particolare un’opera pubblicata dall’artista Frank Kelly Freas nel numero della rivista Astounding Science risalente a ottobre 1953. Il soggetto era un robot gigantesco che sorreggeva il corpo senza vita di un uomo.

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L’immagine piacque molto alla band, che decise di contattare Freas per rifarla. Il precedente cadavere venne sostituito dai membri del gruppo: è nata così la magnifica cover di News of the World.

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