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Per non dimenticare, ecco 5 canzoni che narrano il dramma della Shoah

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Brani sulla Shoah

Il 27 Gennaio 1945, con le truppe dell’Armata Rossa, si aprirono i cancelli di Auschwitz, gli stessi cancelli che in modo beffardo portavano la scritta Arbeit macht frei.  Brani sulla Shoah

Il quel luogo era in atto la soluzione finale della questione ebraica prevista dal Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori. Dal momento della scoperta dei campi di concentramento, tutto l’orrore compiuto dai nazifascisti si palesò al mondo.

Dal 1º novembre 2005 questo giorno è diventato il Giorno della Memoria, grazie alla decisione dell’ Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Generazioni portatrici di memoria storica

In questi 73 anni le generazioni che si sono succedute hanno avuto modo di studiare, leggere le testimonianze e confrontarsi con chi ha provato sulla propria pelle l’orrore nei campi di concentramento. Tuttavia nessuna di queste esperienze ci può dare la vera sensazione provata dai deportati.

È importante celebrare ogni anno il Giorno della Memoria affinché la Shoah non diventi un lontano ricordo, un giorno i testimoni di questo momento di terrore non ci saranno più e il ricordo non può e non deve morire insieme a loro. Brani sulla Shoah

In futuro toccherà proprio a noi giovani d’oggi trasmettere alle future generazioni la storia, che purtroppo è fatta anche da misfatti compiuti dalla razza umana e dal dolore che essi hanno inflitto ai loro simili.

Dobbiamo fare in modo che lo sterminio degli ebrei, così come tutti gli altri genocidi compiuti in passato, non si ripetano in futuro né tra 25,50 o 100 anni. Brani sulla Shoah

Oggi attraverso questi 5 brani, noi di Musicaccia, vogliamo celebrare a modo nostro i 6.000.000 di ebrei sterminati durante la Shoah.

Bob DylanWith God on Our Side (1964)

Nel testo viene descritta la visione che l’uomo ha di Dio, visto come potere superiore e salvifico, contro cui nessuno può opporsi. Questo è il motivo per cui è inutile chiedersi il perché delle guerre. Dylan nel testo fa riferimento alle varie guerre ed accadimenti storici degli Stati Uniti, come lo sterminio dei nativi americani, la guerra ispano-americana, la Guerra Civile Statunitense, le due guerre mondiali e il genocidio degli ebrei.

(traduzione del testo)

CON DIO DALLA NOSTRA PARTE

Il mio nome non conta, la mia età significa ancora meno
il paese da cui provengo fa parte dell’occidente libero
Sono stato cresciuto ed educato ad obbedire le sue leggi
E la terra in cui vivo ha dio dalla sua parte
Oh, i libri di storia lo dicono, e lo raccontano così bene
la cavalleria caricava, gli indiani cadevano
la cavalleria caricava, gli indiani morivano
poichè il paese era giovane con dio dalla sua parte

La guerra ispano-americana aveva fatto il suo tempo
ed anche la guerra civile è stata presto dimenticata
e i nomi degli eroi li ho imparati a memoria
con il fucile nelle loro mani e dio dalla loro parte
Oh la prima guerra mondiale, è cominciata ed è finita
La ragione per combattere non l’ho mai capita
Ma ho imparato ad accettarla, accettarla con orgoglio
Perchè non si contano i morti quando si ha dio dalla propria parte

E quando la seconda guerra mondiale si concluse
noi perdonammo i tedeschi ed ora siamo amici
nonostante ne abbiano ammazzato sei milioni, li hanno cotti nei forni
I tedeschi adesso, anche loro, hanno dio dallo loro parte

Ho imparato ad odiare i russi, per tutta la mia vita
se ci sarà un’altra guerra, saranno loro che noi dovremo combattere
Dovremo odiarli e temerli per scappare e nasconderci
ed accettare tutto coraggiosamente, con dio dalla nostra parte

Ma adesso abbiamo armi con polvere chimica
e se saremo costretti ad usarle, quando noi dovremo usarle
uno premerà il bottone e salterà il mondo intero
e tu non devi fare domande quando dio è dalla tua parte
Per molte lunghe ore ho pensato su questo
che Gesù Cristo venne tradito da un bacio
Ma io non posso pensare per voi, voi dovete decidere
se Giuda Iscariota avesse dio dalla sua parte
Ed ora bisogna che vi lasci, ho addosso una stanchezza infernale
La confusione che provo, non può essere descritta da nessuna lingua
Le parole riempiono la mia testa e si spargono sul pavimento
Se dio è dalla nostra parte, fermerà la prossima guerra.

Francesco GucciniAuschwitz (Canzone del bambino nel vento) (1967)

Il testo narra la tragedia di un bambino di cui non si ha l’identità, uno dei tanti che hanno calpestato il suolo maledetto dei campi di concentramento.

Son morto con altri cento,
son morto che ero bambino,
passato per il camino
e adesso sono nel vento
e adesso sono nel vento

Ad Auschwitz c’era la neve,
il fumo saliva lento
nel freddo giorno d’inverno
e adesso sono nel vento,
e adesso sono nel vento

Ad Auschwitz tante persone,
ma un solo grande silenzio:
è strano non riesco ancora a sorridere qui nel vento,
a sorridere qui nel vento…

Io chiedo come può l’uomo
uccidere un suo fratello
eppure siamo a milioni
in polvere qui nel vento,
in polvere qui nel vento

Ancora tuona il cannone
ancora non è contenta
di sangue la bestia umana
e ancora ci porta il vento
e ancora ci porta il vento

Io chiedo quando sarà
che l’uomo potrà imparare
a vivere senza ammazzare
e il vento si poserà
e il vento si poserà

Io chiedo quando sarà
che l’uomo potrà imparare
a vivere senza ammazzare
e il vento si poserà
e il vento si poserà
e il vento si poserà…

Leonard CohenStory Of Isaac (1969)

In questo brano Cohen ha voluto celebrare le sue origini ebraiche. Lo ha fatto ispirandosi all’episodio biblico di Isacco, ed è riuscito a trasformarlo quasi in una parabola di come qualsiasi tipologia di guerra sia assurda e insensata.

(traduzione del testo)

STORIA DI ISACCO

La porta si aprì lentamente
Mio padre entrò, avevo nove anni
Ed era così alto sopra di me
I suoi occhi azzurri luccicavano
E la sua voce era molto fredda
Disse: “Ho avuto una visione
E sai che sono forte e santo
Devo fare quel che mi è stato detto”
Così ci avviammo su per la montagna,
Io correvo, lui camminava
E la sua scure era fatta d’oro

Bene, gli alberi erano diventati molto più piccoli
Il lago come lo specchietto di una signora
ci fermammo per bere un po’ di vino
Poi lui gettò via la bottiglia
Si infranse un minuto dopo
E mise la sua mano sulla mia
Credetti di vedere un’aquila
Ma avrebbe potuto essere un avvoltoio
Non riuscivo mai a decidere
Poi mio padre costruì un altare
Guardò una volta dietro di sé
Ma sapeva che non mi sarei nascosto

Voi che costruite questi altari ora
Per sacrificare questi bambini
Non dovete farlo mai più
Uno schema non è una visione
E voi non siete mai stati tentati
Da un demone o da un Dio
Voi che adesso state sopra di loro
Le vostre accette spuntate e insanguinate
Non eravate qui prima
Quando giacevo su una montagna
E la mano di mio padre tremava
Assieme alla bellezza della parola

E se adesso mi chiamate fratello
Perdonatemi se chiedo:
“Ma secondo il piano di chi?”
Quando tutto sarà ridotto in polvere
Vi ucciderò se devo farlo
Vi aiuterò se posso farlo
Quando tutto sarà ridotto in polvere
Vi aiuterò se devo farlo
Vi ucciderò se posso farlo
E abbi pietà della nostra uniforme
Uomo di pace o uomo di guerra
Il pavone fa la sua ruota.

Francesco De GregoriNumeri da scaricare (2005)

Il testo descrive alla perfezione la condizione di totale anonimato in cui vivevano i deportati, considerati solo un grande numero che doveva diminuire morte dopo morte.

Guarda quel treno
che sta arrivando da lontano
Guarda quel treno
che sta arrivando da lontano
É nero come il fumo

e sta arrivando piano piano

Sai che cosa c’è?
Non c’è niente da vedere su quel treno
Sai che cosa c’è?
Non c’è niente da guardare dal finestrino
Solo madri senza latte
e cenere dal camino

C’è odore di bruciato
e bambini soldato sepolti in piedi
C’è odore di bruciato
e bambini soldato sepolti in piedi
Puoi pure non guardare
ma non è possibile che non vedi

Nessuno che ti chiama
nessuno che ti chiede se vuoi ballare
Nessuno che ti chiama
e nessuno che ti chiede se vuoi ballare
Sei fuori dalle spese
e ti ci devi abituare

É gente come te e me
o sono numeri da scaricare
É gente come te e me
o sono numeri da scaricare
É l’inferno che avanza
ma non ti devi preoccupare

Franco BattiatoIl Carmelo di Echt (2008)

Battiato nel brano parla di Edith Stein, la filosofa ebrea che si è convertita al cattolicesimo, mandata dai religiosi nel carmelo di Echt, in Olanda. Ma il destino ha voluto che in questo posto venisse catturata dai nazisti, portata ad Auschwitz, morì nelle camere a gas il 9 agosto 1942.

E per vivere in solitudine nella pace e nel silenzio
ai confini della realtà,
mentre ad Auschwitz soffiava forte il vento
e ventilava la pietà,
hai lasciato le cose del mondo,
il pensiero profondo dai voli insondabili,
per una luce che sentivi dentro, le verità invisibili.

Dove sarà Edith Stein?
Dove sarà?

I mattini di maggio riempivano l’aria
i profumi nei chiostri del carmelo di Echt.
Dentro la clausura qualcuno che passava
selezionava gli angeli.
E nel tuo desiderio di cielo una voce nell’aria si udì:
gli ebrei non sono uomini.
E sopra un camion o una motocicletta che sia
ti portarono ad Auschwitz.

Dove sarà Edith Stein?
Dove sarà?

E per vivere in solitudine nella pace e nel silenzio
nel carmelo di Echt.

Continuate a seguirci su Musicaccia.

 

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