lunedì, Febbraio 9, 2026

Latest Posts

Jaboni, cosa resta dopo una storia d’amore in “Blu”

Dal 16 gennaio 2026 è disponibile su tutte le piattaforme Blu, il nuovo singolo di Jaboni prodotto da Giorgio Lorito per Gil Produzioni. Il brano, accompagnato dal videoclip ufficiale, attraversa ciò che resta dopo una storia d’amore: memoria che scalda e punge, il tentativo di dimenticare mentre tutto continua a tornare.

Blu racconta un amore che non c’è più, ma che continua a vivere nei ricordi. È la storia di chi tenta di dimenticare, ma scopre che certi ricordi non possono, e forse non devono, svanire. Perché sono proprio quei ricordi, anche i più dolorosi, a dare forma alla nostra storia e a renderci ciò che siamo oggi.

Ci si perde a ripensare agli errori, a ciò che è stato dato per scontato, a ciò che si è perso lungo il cammino, ma alla fine si comprende che ogni percorso ha avuto un valore, per il fatto stesso di essere stato vissuto. Il blu diventa il mare interiore dell’artista: profondo, freddo, carico di nostalgia. Jaboni ci nuota dentro cercando di restare a galla, mentre il dolore, che resta silenzioso, arriva dritto al cuore.

Il videoclip, per la regia di Daniele Tofani, adotta un piano-sequenza: Jaboni in cammino, la camera lo accompagna a distanza costante. La narrazione è nel passo; il ritmo del brano guida respiro e traiettoria, con la città a fare da fondale. Un movimento continuo che apre spazio e misura la distanza.

Con Blu, Jaboni continua il percorso inaugurato con i brani in italiano dopo una prima fase di singoli pubblicati in inglese: una scrittura che guarda ai gesti minimi e li porta al centro, senza cornici superflue. La canzone non chiude la ferita, la mette a fuoco e, nel farlo, apre una via d’uscita: respirare, nuotare, tornare a casa anche quando casa non è più la stessa.

Sei architetto, cantautore e interprete: in che modo queste tre anime convivono oggi e quanto l’architettura influenza il tuo modo di scrivere e “costruire” una canzone?

Convivono in modo molto naturale in realtà. La musica e l’architettura nascono da un processo creativo legato ad un’intuizione che per stare in piedi ha bisogno di una struttura ben definita. L’architettura mi ha insegnato il senso della struttura, dell’equilibrio e del vuoto: anche una canzone, come uno spazio, ha bisogno di proporzioni, di silenzi e di un percorso emotivo chiaro.

Dopo aver scritto diversi brani in inglese, dal 2024 hai scritto la tua prima canzone in italiano, Il cielo è tutto ciò che mi basta. Cosa ti ha spinto a questo cambio di direzione e cosa senti di riuscire a dire oggi che prima non riuscivi?

È stato un passaggio quasi inevitabile, un’esigenza. L’inglese mi ha permesso per anni di essere istintivo, di nascondermi un po’ dietro il suono delle parole. A un certo punto ho sentito il bisogno di togliermi quella protezione e di espormi di più. L’italiano mi costringe a una verità maggiore.

Blu” arriva come un brano molto intimo, che racconta ciò che resta dopo una storia d’amore. Quando hai capito che questa canzone doveva nascere e che tipo di urgenza emotiva c’era dietro?

Ho capito che Blu doveva nascere quando mi sono reso conto che stavo cercando di scappare da certe emozioni senza riuscirci davvero. Scriverla è stato un modo per fermarmi e ascoltare quel vuoto, invece di riempirlo in fretta.

Nel testo e nel concept del brano i ricordi non vengono cancellati, ma attraversati. Che rapporto hai con la memoria e con le ferite del passato?

Cerco di avere un rapporto molto sincero con la memoria. Le ferite del passato non spariscono, cambiano forma, e spesso diventano strumenti di consapevolezza. Oggi cerco di non combatterle, ma di ascoltarle, perché sono parte di quello che sono e di quello che scrivo.

Il blu diventa un vero e proprio “mare interiore”: perché questo colore e che significato personale ha per te?

Il blu per me è un colore ambiguo: è profondità, malinconia, ma anche calma e accoglienza. È il colore in cui puoi perderti ma anche ritrovarti. È sia mare che cielo. Rappresenta quello stato emotivo sospeso che si vive dopo un cambiamento, in cui non sei più quello che eri, ma ancora non sai cosa sarai.

Nel tuo percorso hai attraversato esperienze molto diverse: cori gospel, concorsi, collaborazioni, palchi importanti. Cosa senti di aver portato con te da tutto questo dentro la tua scrittura attuale?

Ho portato con me soprattutto l’ascolto. Il gospel mi ha insegnato il valore della condivisione, i concorsi il confronto, i palchi l’importanza della verità emotiva davanti alle persone. Tutte queste esperienze mi hanno aiutato a scrivere pensando meno alla performance e più alla connessione.

Blu” sembra aprire una nuova fase ancora più personale del tuo percorso artistico. Che Jaboni incontreremo nei prossimi brani e cosa senti di voler mettere al centro oggi della tua musica?

Oggi voglio mettere al centro l’emozione senza filtri, le relazioni, il tempo che passa e il modo in cui ci trasforma. Mi interessa scrivere canzoni che non abbiano paura di restare in silenzio, quando serve.

E voi cosa ne pensate? Fateci sapere la vostra con un commento e continuate a seguirci su Musicaccia!

Latest Posts

Don't Miss

Resta con noi

Per essere aggiornato con tutte le ultime novità, offerte e annunci speciali.

Musicaccia
PRIVACY POLICY

Questo sito Web utilizza i cookie per consentirci di offrire la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie sono memorizzate nel tuo browser ed eseguono funzioni come riconoscerti quando ritorni sul nostro sito web e aiutando il nostro team a capire quali sezioni del sito web trovi più interessanti e utili.È possibile gestire tutte le impostazioni dei cookie da questa schermata.