martedì, Gennaio 13, 2026

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Levi, la fine di una relazione in “L’amore da ubriachi”

Dal 28 novembre 2025 è disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica L’amore da ubriachi, il nuovo singolo di Levi.

L’amore da ubriachi è un brano che racconta i frammenti di una storia d’amore intensa, ma incapace di durare nel tempo. I due protagonisti rivivono i ricordi più intensi — i risvegli insieme, i sogni di una casa e di una vita condivisa — di due adolescenti che non riescono ad amarsi, creando un sentimento tossico che logora e fa male. Nonostante il dolore, resta quella scia di passione che riporta i due a cercarsi ancora, come anime ubriache che si rifugiano l’una nell’altra per un istante, pur sapendo che al mattino tutto svanirà. Il loro amore non vive più di parole o sogni, ma di un istante, come due ubriachi che si abbracciano senza pensare, consapevoli che tutto verrà dimenticato.

Il videoclip di L’amore da ubriachi è un intenso viaggio che racconta la storia di Chiara e Lorenzo, una giovane coppia alle prese con l’amore tossico che vive un ciclo di sana follia, sogni intensi e inevitabili litigi.

LEVI (all’anagrafe Erry) è un artista che ha trasformato un cognome, un tempo fonte di insicurezza, nella sua firma musicale. Fin da bambino ha un legame viscerale con il palcoscenico, dove inventava spettacoli per i nonni. Non amando il calcio, si sentiva spesso isolato e ha dovuto nascondere la sua passione per l’arte ai genitori, per i quali vivere di musica era un tabù. Oggi, pur frequentando l’università (ultimo anno di Odontoiatria), vive l’arte come una costante battaglia che lo esalta e lo lascia a terra, ma di cui non può fare a meno.

L’amore da ubriachi racconta un amore intenso ma destinato a svanire. Da dove nasce l’ispirazione per questa storia e quanto c’è di autobiografico nel brano?

È nato tutto in modo naturale e sincero. Dopo la fine di una relazione che mi aveva lasciato molta sofferenza, ho sentito il bisogno di mettere nero su bianco tutte le emozioni che stavo vivendo. Scrivere questo brano è stato veloce e spontaneo, ma anche emotivamente intenso, perché le ferite sono ancora fresche.

Nel commento hai definito questo singolo come “il manifesto perfetto del nuovo Levi”. Quali sono gli elementi che rappresentano maggiormente questa tua crescita artistica?

Prima di trovare un team che mi guidasse nel progetto artistico, lavoravo da solo. Ovviamente era molto difficile ottenere risultati perché in questo ambito avere un gruppo di persone con la tua stessa idea artistica che ti aiutano nel raggiungimento dell’obiettivo è fondamentale. All’inizio ho avuto un po’ paura perché ho dovuto lasciare molti aspetti del vecchio personaggio ma ho capito che per riuscire ad essere apprezzato è fondamentale la sincerità in ciò che si racconta e per fare questo dovevo affidarmi e fidarmi dei professionisti che hanno creduto in me sin dall’inizio. Ora mi sento libero e con la necessità di raccontare chi sono veramente. Ho le idee chiare ma soprattutto ha un gruppo di persone e amici con le quali possono sentirmi me stesso, e solo così riesco a creare una storia autentica.

Il videoclip segue il ciclo di un amore tossico, fatto di momenti di follia, abbracci fugaci e litigi. Cosa volevi che lo spettatore provasse guardando la storia di Chiara e Lorenzo?

Chiara e Lorenzo sono stati straordinari nel rappresentare un tipo di amore fatto di attimi leggeri e apparentemente spensierati, belli mentre accadono ma capaci di nascondere il dolore di una relazione destinata a non durare. Vorrei portare alla luce queste dinamiche di coppia che, se affrontate in tempo, possono ancora essere comprese e risolte. Anche se so di essere giovane per parlare d’amore, spero che la mia storia possa incoraggiare le coppie della mia età a mettersi in gioco fin da subito, se credono davvero nel loro rapporto. Allo stesso tempo, voglio sottolineare quanto sia fondamentale la comunicazione: non solo per condividere i momenti felici, ma anche per affrontare insieme le difficoltà e le questioni più delicate.

Per te l’autenticità e la libertà sono delle Conditio sine qua non: cosa significa per te, oggi, esprimere la propria identità artistica senza compromessi?

Anche se al giorno d’oggi sembra impossibile, io credo che l’autenticità faccia la differenza in un artista. Essere se stessi in qualsiasi momento è molto più appagante che fingere un personaggio che non si è. Io non ci riuscirei. Spero anche in un futuro di poter essere apprezzato per la persona che sono e non per qualcosa che è stato costruito su di me.

Sei cresciuto con i Bee Gees, Battiato, Bruno Mars e Rihanna. Come convivono queste influenze così diverse tra loro nel tuo modo di scrivere e interpretare una ballad come L’amore da ubriachi?

Frequentando un’Academia di canto pop a Milano ho l’opportunità di esplorare continuamente nuovi mondi musicali, senza mai limitarmi a generi vicini al mio gusto. Nel mio percorso artistico mi sono profondamente appassionato alla musica di Franco Battiato: non ho perso una sola delle sue performance, anche se le ho seguite solo in streaming. Da quei concerti cerco sempre di cogliere la sua presenza scenica, quel modo unico di raccontare storie attraverso le canzoni. Allo stesso tempo, i Bee Gees hanno segnato la mia infanzia: sono cresciuto ascoltando le loro melodie tra pane e musical come Grease e La febbre del sabato sera. Da allora non ho mai smesso di ascoltarli, e la loro musica continua a influenzare profondamente il mio modo di vivere e sentire la musica.

Il tuo percorso personale è segnato da una lotta interiore tra il dovere dell’università e il richiamo dell’arte. Come riesci a bilanciare questi due mondi e in che modo questa dualità entra nella tua musica?

Nella mia famiglia l’idea di vivere d’arte non era mai stata presa in considerazione. Ho dovuto accettare di seguire una “vera università”, come direbbe mio padre, pur continuando a coltivare la mia passione. Guardando indietro, però, sono profondamente grato ai miei genitori: mi hanno spronato a percorrere entrambe le strade e mi hanno dato la libertà di farlo. Oggi so che nel futuro potrò scegliere ciò che è davvero giusto per me (anche se, in fondo, un po’ lo intuivo già). La musica è sempre stata parte della mia vita. Ancora oggi, dopo le giornate universitarie, prenoto una sala prove – che fortunatamente a Milano non manca – e mi immergo nel canto. In quelle ore, chiuso in un piccolo garage o in un seminterrato, circondato dagli strumenti e dal suono, mi sento completamente me stesso, vivo come mai altrove.

Da un anno stai lavorando a un progetto che definisci come la tua nuova identità artistica. Cosa possiamo aspettarci dai prossimi capitoli di questo tuo percorso?

E’ già in programma l’uscita di nuovi singoli e insieme al team stiamo trovando la strategia giusta per far si che possano essere ascoltati da più persone possibili. Inoltre, ci saranno live in cui presenterò oltre ai miei inediti, diverse cover anche assieme ad una band che sto creando. Ora aspettiamo di capire quale sia il feedback di questo primo singolo e io spero tanto che venga apprezzato. Se volete lasciare qualsiasi tipo di commento e rimanere aggiornati sulle prossime uscite e i prossimi live seguitimi sui social. Io sono LEVI.

E voi cosa ne pensate? Fateci sapere la vostra con un commento e continuate a seguirci su Musicaccia!

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