Il 15 maggio Alex Donovan ha pubblicato Le tue stelle, il suo primo singolo prodotto e
distribuito da Atlantis Music.
Per l’artista marchigiano è un debutto discografico che arriva al termine di un percorso costruito tra produzione cinematografica, regia teatrale e studio del canto lirico, e che ora trova nel formato canzone una direzione propria. A firmare il brano — testo, musica e arrangiamenti — è il compositore Raffaele Petrucci, già autore di colonne sonore premiate in festival internazionali come Fimucité. La pubblicazione è accompagnata da un videoclip diretto da Alice Pievaroli.
Il brano scritto, composto e arrangiato da Raffaele Petrucci si muove sul filo della memoria: il riflesso delle luci sull’acqua, una canzone alla radio — At last — e l’eco di una relazione che continua a tornare. Tra le notti d’estate al mare e i luoghi condivisi, la donna evocata nel testo — la mia Audrey, la mia poesia — diventa la coordinata emotiva di un dialogo che il protagonista intrattiene con un’assenza. Lui resta ancorato al ricordo, mentre lei, trasformata dal tempo, si allontana.
Diretto da Alice Pievaroli e prodotto dalla Guasco S.R.L., il videoclip è girato nelle Marche e interpretato dallo stesso Alex Donovan con Emma Barca. In un paesaggio sospeso tra sogno e realtà, la figura femminile si trasforma in un cigno, attraverso movimenti lenti e quasi rituali, mentre la voce narrante maschile attraversa lo spazio della memoria. Il cigno diventa il simbolo di una distanza definitiva e di una bellezza che sopravvive nel ricordo, lasciando lo spettatore sospeso tra perdita e contemplazione.
Marchigiano, trasferitosi a Roma per dare forma a un percorso artistico versatile, Alex Donovan ha esordito scrivendo sceneggiature e lavorando nel settore della produzione cinematografica con Fabrizio Saracinelli, Raffaello Saragò e Massimo Cristaldi, ricoprendo ruoli che vanno dal segretario di produzione e location manager all’ispettore di produzione, supervisore della post-produzione, organizzatore generale e produttore esecutivo.
Le tue stelle arriva dopo un percorso artistico molto vario tra cinema, teatro e canto lirico: quando hai capito che era arrivato il momento di esordire come interprete musicale?
La musica in realtà è sempre stata la mia più grande passione. Dopo aver iniziato a studiare canto con il tenore Fabio Armiliato, al quale devo dei preziosi consigli, ho deciso di voler intraprendere questa meravigliosa carriera.
Nel brano il tema della memoria è centrale, tra immagini estive, il mare e il ricordo di un amore perduto. Quanto c’è di autobiografico in questa storia?
Il testo del brano è quasi autobiografico dal momento che descrive la mia personalità: sono molto legato ai ricordi del passato ma anche alla continua e disperata ricerca di un amore ideale.
La figura femminile viene descritta come la mia Audrey, la mia poesia: chi o cosa rappresenta davvero questa immagine nel mondo emotivo del brano?
La donna rappresenta un dolce ricordo ormai lontano dalla realtà, un sogno, l’amore ideale, qualcosa di irraggiungibile.
Hai lavorato con il compositore Raffaele Petrucci, autore del testo, della musica e degli arrangiamenti. Com’è nato il vostro incontro artistico e come avete costruito insieme l’identità di Le tue stelle?
Ho incontrato per la prima volta Raffaele Petrucci alcuni anni fa in occasione delle riprese di un film al quale abbiamo lavorato insieme, lui in qualità di autore delle colonne sonore ed io come supervisore della post-produzione. Lavorare accanto a lui in quel film è stata un’esperienza unica e straordinaria. Da allora ho iniziato seriamente a pensare ad una possibile collaborazione per un altro progetto.
Il videoclip diretto da Alice Pievaroli utilizza il simbolo del cigno per raccontare distanza e trasformazione. Come avete sviluppato questo immaginario visivo?
Abbiamo voluto costruire un immaginario molto poetico. Il cigno rappresenta la bellezza, eleganza, qualcosa di simbolico e irraggiungibile: un modo visivo per raccontare un amore che per il cantante ancora è vivo sotto forma di ricordo onirico della donna. Abbiamo lavorato molto sull’eleganza delle immagini e sull’idea di rendere il videoclip quasi sospeso, come un sogno. La trasformazione poetica della donna rappresenta il ricordo che il cantante custodisce della storia d’amore ormai passata, idealizzandola. La donna con la sua trasformazione è ormai distante, quasi irraggiungibile, ma continua ad avere un’enorme presenza nella mente e nei pensieri dell’artista.
Dopo anni nel dietro le quinte del cinema come produttore e organizzatore, cosa cambia emotivamente nel passare davanti alla telecamera e mettersi in gioco in prima persona?
Cambia moltissimo e inizialmente non è stato semplice affrontare il palco come protagonista assoluto. L’esperienza nel mondo del cinema e del teatro però si è rivelata fondamentale per consentirmi di avere una maggiore autorevolezza nell’interpretazione.
Il tuo percorso nel canto lirico con maestri come Fabio Armiliato ha influenzato il tuo modo di interpretare la musica pop?
In che modo tecnica ed emozione convivono nella tua voce? Mi ritengo molto fortunato perché i loro preziosi insegnamenti oltre al perfezionamento di tecnica vocale ed interpretazione mi hanno consentito di acquisire una maggiore consapevolezza delle mie capacità.
Le tue stelle rappresenta un punto di arrivo o piuttosto l’inizio di un nuovo capitolo artistico?
Possiamo aspettarci altri singoli o magari un progetto più ampio? Il mio progetto è sicuramente quello di pubblicare un album, magari come autore.
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